Sono stati riconsegnati presso la sede del ministero dei Beni culturali 594 dipinti ex voto databili tra il XVIII ed il XX secolo, illecitamente sottratti al patrimonio culturale messicano ed esportati illegalmente in Italia. La cerimonia di restituzione si è svolta alla presenza, fra gli altri, del ministro Alberto Bonisoli, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, e della Segretaria di Cultura degli Stati Uniti Messicani, Alejandra Frausto Guerrero. Presnti anche il segretario generale del Mibac, Giovanni Panebianco, e il Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, Fabrizio Parrulli.

NISTRI

“Questa restituzione – ha commentato Nistri – è una delle ciliegine sulla torta di una storia che dura da 50 anni, da quando fu costituito il Comando Carabinieri Tutela del patrimonio culturale. Se è vero che il patrimonio culturale non può avere proprietari, è anche vero che separare vuol dire distruggere, e se non combattiamo tutti insieme questa battaglia – nella quale abbiamo fatto tanti passi avanti ma tanti ne vanno ancora fatti – evidentemente faremo un torto a noi e alle generazioni future”.

Questo, spiega, “non è un settore di nicchia, è un settore all’interno del quale si muovono tanti attori diversi: sia quelli che mirano a un tornaconto personale sia quelli che contribuiscono all’arricchimento delle organizzazioni criminali anche di tipo terroristico. Si tratta di una lotta che deve essere condotta anche in questa ottica. Quindi la salvaguardia dell’identità culturale diventa anche una salvaguardia della legalità”.

“Queste testimonianze di religiosità sono un aspetto da salvaguardare, dietro ognuna di queste tavole c’è tutto un mondo e un ricordo ed è giusto che l’Italia dia il buon esempio, come facciamo oggi e come abbiano fatto in passato. Se l’Italia ha potuto condurre questa diplomazia culturale di successo lo deve alla grande professionalità del Mibac, degli archeologi, degli storici dell’arte, ma l’ha dovuto anche all’affiancamento dei Carabinieri. Questa occasione mi consente anche di dire un bravo al comando Tpc, in questo caso del comando di Monza”. Ma il più bel recupero, ha concluso Nistri, “è quello che deve ancora venire”.

GUERRERO

“Il recupero del patrimonio artistico è una linea d’azione fondamentale perseguita dal governo messicano. L’attenzione per il nostro patrimonio e la nostra identità è quello che caratterizza la nostra memoria. Restituire parte della memoria di una comunità fa sì che si rafforzi il dialogo tra questa comunità e il resto del mondo”, ha commentato la Segretaria di Cultura degli Stati Uniti Messicani, Alejandra Frausto Guerrero. “Con il ministro abbiamo parlato dei legami tra Italia e Messico. La diplomazia culturale può essere un ponte per costruire una relazione tra due paesi”.

“I pezzi recuperati – ha aggiunto – hanno un carattere intimo, religioso, familiare. Il fatto che adesso tornino nel loro luogo d’origine significa riconoscere e mettere la persona al centro dell’agenda culturale. Il lavoro svolto dai Carabinieri per la Tutela che difendono il patrimonio culturale è un esempio e stiamo lavorando in Messico per creare un corpo simile. Per noi è un onore ricevere questi pezzi e ringraziamo l’impegno del governo italiano e del corpo dei Carabinieri per la Tutela”.

PARRULLI

“Si è trattata di un’indagine molto scrupolosa e attenta, soprattutto nel cogliere la diversità di questa caratteristica degli oggetti e quindi a ricondurli alla cultura messicana. I reperti erano esposti insieme ad altri ex voto appartenenti alla tradizione ecclesiastica nazionale, tant’è che abbiamo recuperato tanti altri oggetti poi restituiti alle chiese nazionali”.

L’OPERAZIONE

Il recupero è il frutto di un’indagine, finalizzata al contrasto del traffico illecito internazionale di beni culturali, condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza e scaturita da un controllo alla mostra “Dacci oggi il nostro pane quotidiano/tavolette votive dedicate al tema della Terra”, svoltasi a Milano.

Le opere, che sono state asportate tra il 1960 ed il 1970 da vari luoghi di culto del Messico, sono state individuate e sequestrate, nel giugno del 2016, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, in due musei, uno lombardo e l’altro piemontese, ove erano giunte a seguito di una donazione da parte di un noto collezionista milanese, nel frattempo deceduto.

Grazie all’esperienza dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, supportati dagli esperti del Ministero per i beni e le attività culturali, è stato possibile, sulla base dell’analisi iconografica e delle iscrizioni presenti, ricondurre i dipinti al Messico.

I successivi accertamenti, esperiti sul canale diplomatico, hanno permesso di acquisire, dall’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Segretariato della Cultura messicana di Città del Messico, la conferma dell’appartenenza degli ex voto al patrimonio culturale del Paese centroamericano.

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