“Finalmente ho visto un piano industriale di un teatro che tratta il teatro come una macchina in grado di funzionare erogando una prestazione – che poi è quella di offrire dei servizi culturali ai cittadini – però con una chiara identificazione di alcuni aspetti di equilibrio economico”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, commentando – a margine della visita a Palazzo Venezia in occasione della Settimana dei musei – il Piano di sviluppo 2019-2023 presentato dalla Fondazione Teatro Regio di Torino e approvato all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo dell’ente lirico.

“Purtroppo – ha aggiunto il titolare del Collegio Romano – questa è una cultura che nel mondo delle Fondazioni lirico-sinfoniche non è così avanzata e scontata. Il ministero ha il compito di vigilare sulle Fondazioni, peccato che i dati sui quali il ministero si basa sono quelli dei bilanci approvati dalle assemblee: il che vuol dire che oggi che siamo a marzo, in questo momento non abbiamo ancora ricevuto i dati ufficiali del 2018. Quando li riceveremo vuol dire che il 2018 è chiuso e che siamo a metà 2019; quindi i controlli di merito su come vanno i conti è un po’ complicato da fare”.

“E’ una riflessione molto seria che metteremo nella revisione normativa che è contenuta nel ddl deleghe, e di questo ci dobbiamo occupare con grande serietà”, ha concluso Bonisoli.

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