Un’esperienza immersiva di realtà virtuale con cui, attraverso speciali visori di ultima generazione, posizionati all’interno dell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, è possibile rivivere e osservare le trasformazioni del Rione Castro Pretorio nel corso dei secoli, dalla costruzione dell’impianto termale, fino alla definizione del nuovo quartiere agli inizi del Novecento.

Il progetto ”Castro Pretorio – l’evoluzione di un rione dall’antichità al XXI secolo” è frutto della strategia di collaborazione tra il Museo Nazionale Romano e The St. Regis Rome: una vera e propria partnership territoriale nata per favorire la conoscenza e la valorizzazione delle innumerevoli meraviglie archeologiche ed artistiche del Rione Castro Pretorio.

Questa installazione multimediale mira a far scoprire, ad un pubblico sia di turisti che di cittadini, le straordinarie vicende che hanno trasformato l’area in cui sorgeva il più grande complesso termale del mondo in un elegante quartiere ottocentesco, destinato alla nuova élite della capitale d’Italia.

Obiettivo di questo progetto, nato dalla volontà congiunta di Daniela Porro, Direttore del Museo Nazionale Romano e di Giuseppe De Martino, General Manager dell’hotel, è far conoscere meglio una delle aree più affascinanti del centro storico, dove perfino due simboli così distanti dell’identità millenaria di Roma sono sorprendentemente legati dal filo della storia.

Il progetto è stato curato da Filippo Cosmelli e Daniela Bianco di IF Unique Art Experiences, con la preziosa consulenza dello staff scientifico delle Terme di Diocleziano: Anna De Santis, responsabile di sede, Carlotta Caruso e Claudio Borgognoni. La ricostruzione virtuale è stata realizzata da Progetto Katatexilux, società specializzata in installazioni multimediali applicate al patrimonio culturale. La voce narrante è di Cosimo Fusco. L’esperienza di realtà virtuale sarà fruibile dai visitatori del museo, secondo orari prestabiliti e consultabili sul sito www.coopculture.it.

PORRO

Grazie ai visori, ha spiegato Daniela Porro, “sarà possibile avere una ricostruzione virtuale di com’erano le Terme nel mondo antico. Visori multimediali realizzati grazie alla partnership tra il Museo Nazionale Romano e St. Regis Rome. Grazie alla ricostruzione virtuale sarà possibile rivivere la storia millenaria di questo quartiere, a partire dalla costruzione delle Terme di Diocleziano alla fine del III secolo fino all’800 quando, dopo l’Unità d’Italia e Roma Capitale, il quartiere viene investito da grandi trasformazioni urbanistiche”.

COSMELLI

“Ci troviamo in una delle zone più affascinanti di Roma, dove le tracce del passato sono particolarmente visibili. L’idea è che un rione come quello di Castro Pretorio debba essere maggiormente conosciuto e valorizzato, non solo per i turisti ma anche per i cittadini romani”, ha sottolineato Filippo Cosmelli. “Roma è una città che deve la sua bellezza in gran parte alle sue costanti metamorfosi e raccontarla in maniera chiara, grazie al sostegno della tecnologia, è una straordinaria opportunità”.

IL PROGETTO

La monumentale Aula Ottagona, uno dei numerosi edifici superstiti delle grandiose terme di Diocleziano, oggi parte del Museo Nazionale Romano, è il teatro ideale per questa esperienza immersiva di realtà virtuale. Attraverso l’uso dei visori, finanziati dall’hotel The St. Regis Rome, i visitatori sono trasportati nell’anno 298 d.C., quando l’imperatore Diocleziano diede inizio alla costruzione di un maestoso “palazzo del popolo” con piscine e vasche di acqua calda, ma anche palestre, biblioteche e giardini rigogliosi.

Il racconto prosegue con la trasformazione di una parte del complesso nella Certosa di Santa Maria degli Angeli ad opera di Michelangelo, fino al restauro dei grandi acquedotti per rifornire le nuove fontane monumentali dell’età barocca. Il viaggio termina con la costruzione del Grand Hotel, oggi The St. Regis Rome, primo fra i grandi palazzi romani ad essere fornito di luce elettrica, che insieme agli altri edifici delimita ancora oggi il confine originale delle Terme.

L’AULA OTTAGONA

L’Aula Ottagona fa parte del complesso centrale delle Terme di Diocleziano ed è l’ultima delle quattro sale che sorgevano di fianco al caldarium. La quarta aula ha forma quadrata all’esterno e ottagonale all’interno (con nicchie semicircolari angolari) e potrebbe essere stata usata come frigidarium secondario delle terme, come fa supporre la vasca esagonale che vi era collocata fino al XVI secolo. Il pavimento attuale è frutto invece degli interventi papali che suddivisero l’aula in tre piani. La cupola “a ombrello” è ancora quella antica, mentre sono perdute la decorazione in stucco del soffitto e quella marmorea delle pareti. L’aula fu usata per la grande Mostra archeologica del 1911, ma fu poi trasformata prima in un cinema (Sala Minerva) e poi nel Planetario (1928), allora il più grande di Europa.

Solo nel 1991 l’edificio è stato riallestito e destinato proprio all’esposizione delle sculture provenienti da edifici termali, per restituire così a queste opere la funzione di arredo scultoreo in un contesto analogo a quello per cui erano state pensate. Oggi viene usato anche per mostre. Le statue esposte consentono di farsi un’idea dei soggetti usati nelle terme, dove si osservano in prevalenza immagini di atleti, eroi e divinità. Essi formavano dei complessi programmi decorativi, purtroppo oggi non ricostruibili. Tra le statue provenienti proprio dalle Terme di Diocleziano bisogna citare la copia dell’Afrodite Cnidia di Prassitele, un notevole torso virile, copia di un originale classico, e la bella testa di giovane atleta di età adrianea, copia di un originale di stile severo.

Dalle Terme di Caracalla provengono due copie da Policleto (un torso del Doriforo e la statua di Herakles) e una bella statua di Afrodite Anadiomene (sorgente dal mare), raffigurata mentre si strizza i capelli bagnati e trovata nel Mitreo sottostante le terme. Al complesso di Caracalla appartenevano anche alcune teste, come quella di Asclepio e una di giovane con diadema, mentre una coppia di erme di Apollo e Hermes ne decorava probabilmente la biblioteca. Dalle Terme di Traiano proviene infine una copia dell’Apollo Liceo di Prassitele.

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