Il ministero dei Beni culturali ripristini al più presto i fondi destinati all’ampliamento del Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah (MEIS), consentendo il completamento dell’opera. E’ quanto chiede la senatrice Paola Boldrini (Pd) in un’interrogazione indirizzata al Mibac. Risulta infatti da fonti di stampa “un taglio, da parte del ministero per i Beni e le attività culturali, di 25 milioni di euro destinati all’ampliamento del museo, per ragioni riconducibili a responsabilità degli uffici dello stesso Ministero”.

In particolare, “si lamenta la responsabilità del segretariato regionale del Ministero nell’accumularsi di un ritardo temporale nell’impegno dei fondi, tale da mettere a repentaglio il quarto lotto destinato al completamento dei lavori”.

Il MEIS, sottolinea la senatrice dem, “è soprattutto un luogo di incontro e di scambio, un progetto di valore internazionale apprezzato in Italia e all’estero, un laboratorio di idee e di riflessioni aperto a tutti, che stimola il dibattito sull’ebraismo e sul valore del dialogo tra culture, con il sostegno trasversale peraltro di tutti gli schieramenti politici”.

“Appare del tutto inopportuno – prosegue la Boldrini – lasciare interrotta la realizzazione di un’opera frutto di un notevole investimento economico e ideale; fatto che in sé recherebbe grave pregiudizio alla città di Ferrara, ma anche al nostro Paese in generale, che ha assolutamente bisogno di un sistema museale all’altezza della comunità scientifica e dell’opinione pubblica europea, per la quale notoriamente il profilo architettonico di un museo è elemento essenziale della sua identità, riconoscibilità ed anche capacità di attrazione”

“Considerare la cultura come una voce di spesa da tagliare e non un asset strategico per lo sviluppo territoriale denoterebbe mancanza di visione e di intelligenza politica dei processi”, conclude la senatrice del Pd.

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