“Oggi abbiamo parlato del ruolo dei videogames nei musei che a mio avviso è molto importante perché siamo in una fase di incremento del racconto per le giovani generazioni”. Lo ha detto il direttore generale Musei del Mibac, Antonio Lampis, a margine della giornata di studio “Videogiochi e musei” voluta dalla Direzione Musei del Ministero dei beni culturali insieme a Cnr – DSU, Istituto Luce Cinecittà, RomeVideoGameLab in collaborazione con Aesvi. Una giornata che anticipa l’appuntamento del RomeVideogameLab che si terrà a Roma, presso gli studi di Cinecittà, dal 10 al 12 maggio 2019.

“I dati degli esperimenti, anche di grande successo, che si sono sviluppati in questi anni ci confortano a incrementare il rapporto tra musei, digitale avanzato e gaming – rileva Lampis -. Abbiamo visto dai dati scientifici che nelle giovani generazioni tutto resta più impresso quando è giocato”. Per cui, aggiunge, “abbiamo l’obbligo di fare un ponte più stretto tra le generazioni più giovani e il patrimonio culturale, come ci dice anche l’Unione europea”.

Giovani generazioni che, sottolinea Lampis, “padroneggiano attraverso il gaming un’abilità cognitiva enorme e una simbologia complessa e quindi sono naturalmente portate poi a comprendere le simbologie complesse che sono la base del lavoro degli artisti e quindi del patrimonio artistico”. Si tratta, insomma, di “una relazione molto feconda che va anche studiata. Noi – spiega Lampis -, come direzione generale dei Musei, faremo delle linee guida per vedere cosa ha funzionato fino adesso, su cosa è meglio concentrarsi per il futuro e cosa si può abbandonare. Perché, chiaramente, una fase sperimentale va poi seguita da una fase di approfondimento e ricerca”.

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