La sfida rappresentata dall’adozione di un sistema saltacode a Roma “è produrre, attraverso sistemi che consentono la programmazione della fruizione dei siti culturali, una maggiore distribuzione dell’offerta” culturale della città. Lo ha detto il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma Capitale Luca Bergamo, a margine della presentazione del protocollo d’intesa tra la Capitale e il Ministero dei beni culturali per mettere a punto un sistema che consenta di regolare le attese e prenotazioni nei siti culturali della città. Un sistema che si fonda sulla sperimentazione che sta conducendo la Galleria degli Uffizi a Firenze.

Tuttavia, “a Roma – ha precisato Bergamo – abbiamo la necessità di produrre gli stessi risultati su una concentrazione di domanda di turismo che è diversa. Trovo di grandissimo interesse l’applicazione di modelli matematici sofisticati a sostegno di un miglior godimento del patrimonio culturale. Lo scopo non è solo quello di ridurre le code, perché nel frattempo le persone scelgono di vedere altre cose. Pertanto l’eliminacode si converte in uno strumento che consente di favorire la conoscenza della pluralità di opportunità che la città di Roma offre. Ci lavoreremo sopra con il Mibac sulla base dell’esperienza fatta a Firenze per trovare un’applicazione che sia più utile possibile su una città più grande ed estesa”.

“Il tema dell’affollamento è noto – ha aggiunto il vicesindaco della Capitale -. La sperimentazione è stata fatta in un luogo importante, che ha vissuto problemi molto significativi di affollamento e quindi anche di perdita del piacere nella visita. La sperimentazione ha prodotto risultati interessanti, in particolare sulla distribuzione della domanda. Dai dati da rilevare il fenomeno significativo che si è prodotto è che la riduzione della pressione singola sugli Uffizi ha spinto i turisti a visitare a Firenze anche altri luoghi”.

Quali siti pensa per Roma? “No comment. E’ un intervento complesso che va studiato. Non mi interessa dire in questo momento un singolo sito. Il modello è applicabile in diverse circostanze che non riguardano solo il patrimonio amministrato da Roma Capitale ma anche quello amministrato dallo Stato. La città è una, indipendentemente se la gestione spetti al Comune o al Mibac. La sfida è produrre, attraverso sistemi che consentono la programmazione della fruizione dei siti culturali, una maggiore distribuzione dell’offerta che in questi casi coinvolge le istituzioni. Il saltacode è una semplificazione di un fatto più importante che è la redistribuzione della domanda di fruizione del patrimonio culturale sulla città. Adesso costituiremo un gruppo di lavoro insieme al Mibac per approfondire gli aspetti relativi ai modelli matematici e le implicazioni che ci sono. Il sistema funziona anche perché nel frattempo l’effetto distribuzione deriva anche dall’aumento dell’offerta nei luoghi meno visitati”.

Riguardo la tempistica Bergamo ha chiarito: “Rapida ma non rapidissima. Perché tutto va fatto bene e con attenzione. Siccome lo spazio fisico e le dinamiche a cui risponde il turismo a Roma è diverso da quello di Firenze che è più piccola. Va valutato bene, ad esempio, se rivolgere la misura in prima istanza solo al turismo singolare e non a quello organizzato, perché il rapporto con gli operatori turistici significa anche la formazione di un’offerta economica che va discussa. Non si tratta più di un sistema matematico ma di un sistema di convenzioni e accordi tra istituzioni che hanno bilanci separati”.

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