Le guide turistiche aderenti alle sigle Agta, Ugl e UilTucs sono scese in piazza davanti a Montecitorio per protestare contro le politiche del governo. “Manifestiamo per ribadire l’importanza che il ministro Centinaio si muova e operi velocemente, e che finisca l’immobilismo in cui stiamo da qualche anno”, spiega ad AgCult Isabella Ruggiero, presidente dell’Agta. “È necessario fermare l’abusivismo in questo campo e reagire a quella che è ormai la prepotenza dell’Ue nel nostro campo. Il Turismo è una fonte incredibile per tutti i cittadini italiani, ha un indotto enorme e dà lavoro a molte persone. In realtà è una fonte di guadagno per grandi tour operator internazionali che hanno sedi fiscali in altri paesi. Crediamo che lo Stato italiano non debba abdicare a quello che è il suo ruolo, riprendere il potere rispetto all’Europa e smettere di rinunciare ai propri diritti”.

NO A SVILIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO

Altro argomento, spiega la Ruggiero, “è lo svilimento totale dei titoli di studio: vedere che non si ritiene importante la laurea magistrale per una professione che si basa sui beni culturali, lo riteniamo veramente deprimente. La nostra professione dovrebbe dare sbocco ai laureati”.

MELZIADE: SERVE LEGGE CHIARA

“Siamo sicuri che il ministro voglia darci una mano: da un alto ci sono le pressioni delle regioni, dall’altro quelle da parte dei grandi tour operator stranieri, soprattutto tedeschi. Serve una legge chiara che stabilisca l’accesso alla professione di guida turistica, così importante e vitale per l’Italia e per la nostra economia. Ci hanno dato un articolo di legge vago che lascia adito a interpretazioni e alimenta l’abusivismo e il lavoro in nero”, aggiunge ad AgCult Pietro Melziade, delegato Ugl e presidente dell’associazione Guide turistiche Campania.

DE VINCENZO: APRIRE IMMEDIATAMENTE UN TAVOLO

“Siamo qui per chiedere che venga aperto un tavolo che si occupi di elaborare i principi cardine che dovrebbero poi normare la nostra professione. Siamo una professione senza una normativa, vogliamo una legge che ci tuteli, siamo contrari allo strumento delle intese, vogliamo essere protagonisti del nostro futuro”, gli fa eco Daniela De Vincenzo (UilTucs). “Vogliamo essere presenti ai tavoli e concertare con il ministero quello che sarà il nostro futuro. Rivendichiamo l’apertura immediata di un tavolo, non si può più attendere perché la situazione è arrivata al collasso: l’assenza di una legge crea un abusivismo dilagante che è impressionante. Centinaio ci deve dare una risposta perché non possiamo più attendere”.

 

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