L’APT diventa APA (Associazione Produttori Audiovisivi) e presenta il I Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale. “Cambiamo veste, nome e ragione sociale per inglobare tutto quanto nel settore succede”, afferma soddisfatto il presidente dell’Associazione, Giancarlo Leone. All’Auditorium dell’Ara Pacis, sono intervenuti anche Lucia Borgonzoni, sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, Fabrizio Salini, Amministratore Delegato RAI, Alessandro Salem, Direttore Generale Contenuti Mediaset, e Franco Siddi, Presidente di Confindustria Radio TV. Il rapporto evidenzia come la produzione sia in forte sviluppo con un valore prossimo a un miliardo di euro, con la relativa crescita dell’interesse sui mercati esteri e con un vero e proprio boom della fiction.

LEONE (APA): IL CINEMA GODE DI BUONA SALUTE

Nel suo intervento Giancarlo Leone, presidente APA, evidenzia i dati significativi emersi dal Rapporto ricordando che il focus sull’intrattenimento sarà presentato a breve. “Siamo qui per parlare di una storia di successo - sostiene Leone - e abbiamo deciso di farlo, per la prima volta, con un rapporto, una multiricerca che rappresenta l’anno zero della filiera dell’audiovisivo. Si tratta di una forma di monitoraggio che sarà costante e soprattutto sempre consultabile”. Il Rapporto, spiega il presidente APA, è il frutto di “coordinamento e partecipazione del Mibac ed è stato realizzato con illustri ricercatori”, tra cui figura Symbola. “Siamo qui per dire che il cinema gode di buona salute ed è giunto il momento che produttori audiovisivi e cinematografici concentrino le loro azioni in atti comuni per rafforzare l’unione e per rappresentare opportunità e stimoli al Governo. Unite queste due associazioni possono fare un ottimo lavoro”. Tra i principali risultati evidenziati nell’intervento la centralità della produzione audiovisiva, la “buona tenuta della televisione lineare e la previsione di crescita della video on demand”. Tra le le fonti di contribuzione “molto importanti sono gli apporti societari esteri, che non rappresentano ancora un dato clamoroso ma crescente, il tax credit, il fatto che agisca così bene è un elemento fondamentale che il Governo deve tenere presente. È sicuramente il motore che ha generato la crescita del sistema e questo motore non lo dobbiamo spengere”.

SALINI (RAI): IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE PUNTA AI CONTENUTI

L’ad Rai, Fabrizio Salini, accenna poi alle sfide che la Rai dovrà affrontare nel prossimo futuro. “La Rai ha difficoltà ad intercettare il pubblico più giovane e ha solamente una direzione di genere e di contenuto (RaiFiction) ma non prevede altre direzioni altrettanto importanti”. Negli ultimi tempi però si è cercato di invertire la tendenza e di agire proprio su questi due aspetti. “La riforma, il piano industriale approvato di recente, va in questo senso con l’introduzione di dieci nuove direzioni che serviranno a non disperdere le risorse, ad attrarre nuovo pubblico creando nuovi formati adattabili alle nuove piattaforme e ad adeguarsi al consumo non lineare dei contenuti”.

SALEM (MEDIASET): CONTENUTI E MODALITÀ DI CONSUMO SONO LE SFIDE DEL FUTURO

Francesco Salem, Direttore Generale Contenuti Mediaset, evidenzia le stesse problematiche poste in luce da Salini. “Partendo dall’obiettivo di puntare di più su produzione di contenuti originali, ci siamo rimessi a lavorare e vorremmo cercare di aumentare gli investimenti per lavorare anche sulle modalità di consumo“.

MACCANICO (SKY): NON SI PARLA DI ASSISTENZIALISMO MA DI UN’INDUSTRIA

“Il nostro è un mondo con poche barriere - afferma Nicola Maccanico, EVP per l’area Programmi Sky, - e dove il punto di riferimento sono i contenuti. Più APA e ANICA riusciranno a muoversi in maniera collegata più il mondo della produzione e dei contenuti farà valere la sua voce. Siamo in un momento storico in cui c’è attenzione da parte delle istituzioni. Non si parla di assistenzialismo ma di industria e se facciamo bene il nostro lavoro allora il concetto di industria sarà universalmente riconosciuto”. “Tutti siamo in un mercato competitivo - ha continuato poi Maccanico - e questa è la più grande opportunità di migliorarci che abbiamo”.

SIDDI (CONFINDUSTRIA RADIO TV) 

“C’è bisogno di fare più sistema” per Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Tv. ”Da questo punto di vista, la legge Franceschini, che per molti versi non ci è piaciuta, ha avuto il merito di considerare l’audiovisivo nel suo complesso. A fronte delle difficoltà emersa in ambito di discussione di essa, oggi c’è nella sua applicazione un rapporto positivo di dialogo tra sistemi, imprese e operatori del sistema audiovisivo, come evidenziato dal Rapporto, che sta portando a trovare ragionevolezza in molte situazioni”. “Abbiamo interesse che il sistema trovi uno sviluppo qualificativo e consolidamento. Abbiamo bisogno di investimenti ma siamo ancora molto al di sotto dei valori ante 2012. Investire sulla qualità dell’audiovisivo e sulla produzione interna è una carta di crescita anche dal punto di vista economico”.

I TREND EVIDENZIATI DALLA RICERCA

In un contesto di generale stagnazione dell’economia nazionale, la produzione del settore è entrata in una fase di rinascita. Positiva l’estensione del tax credit e la maggiore comprensione della sua centralità culturale, lo sviluppo della committenza degli operatori Internet Over The Top e l’espansione delle attività degli operatori Svod nazionali e internazionali. La fiction attraversa un vero e proprio boom collocandosi attorno a un valore di produzione tra i 360 e i 380 milioni di euro. A seguire gli altri generi televisivi e Internet, con un valore compreso tra i 310 e i 340 milioni di euro. Cresce il numero delle fusioni e aggregazioni di impresa sul mercato italiano. Delle 7.247 imprese totali attive nel 2017, oltre la metà concentrano la loro attività nella produzione cinematografica, di video e programmi Tv. A livello territoriale, Lazio e Lombardia comprendono il maggior numero di imprese.

 

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