Il progetto “Tra terra e acqua, ‘un altro modo di possedere’. Agricoltura, impresa sociale, paesaggio e sostenibilità per uno spazio identitario in continuo divenire: l’esperienza del Consorzio Uomini di Massenzatica”, già inviato al Consiglio d’Europa come candidatura ufficiale dell’Italia per il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, è stato insignito del Premio Nazionale del Paesaggio. 

“Per la riaffermazione dei valori delle proprietà collettive e della cura della terra fortemente perseguita dal consorzio nella gestione di un territorio difficile nel delta del Po, con i suoi confini mutevoli tra terre ciclicamente emerse e sommerse, dimostrazione esemplare di come i valori sociali e culturali espressi dal e nel paesaggio siano presupposto per l’attuazione di programmi di sviluppo sostenibile a beneficio della comunità locale, in grado di contrastare i fenomeni di abbandono e degrado, salvaguardare l’identità dei luoghi tramandata dalla storia e promuovere modelli operativi fondati su principi etici di  solidarietà”. Sono queste le motivazioni che hanno portato il Consorzio Uomini di Massenzatica di Mesola (FE), sul delta del Po, ad aggiudicarsi la II edizione del Premio nazionale e a concorrere per l’Italia all’edizione 2018-2019 del Premio europeo.

RAGAZZI

A ritirare il Premio Carlo Ragazzi, Presidente Consorzio Uomini di Massenzatica, che ad AgCult ha commentato: “Abbiamo impostato una gestione innovativa, dove una parte dei terreni la conduciamo noi con finalità marcatamente sociali, non ci interessa l’utile. Una parte la gestiscono poi i piccoli agricoltori, e una parte infine la gestisce un florovivaista con un vincolo contrattuale, per cui deve mettere a dimora coltivazioni ad alto impiego di manodopera. L’utile che deriva da questa meccanismo – circa 20-30 mila euro l’anno - viene destinato alla comunità in opere di carattere sociale. Sosteniamo tutte quelle occasioni di aggregazione della comunità”. 

IL CONSORZIO

Il Consorzio Uomini di Massenzatica (CUM) è una proprietà collettiva di 353 ettari a Massenzatica (Ferrara). Le sue origini risalgono al Medioevo quando l'Abate di Pomposa concesse alla popolazione locale il diritto di pascolo di queste terre marginali poco adatte alla coltivazione.

Da allora queste terre furono lavorate e gradualmente bonificate. Le attuali 600 famiglie hanno usufruito di una particolare forma giuridica di proprietà (né privata, né pubblica) che ha consentito una peculiare modalità di gestione che è riuscita, soprattutto negli ultimi 20 anni, a coniugare redditi e occupazione dei Consorziati, con un approccio imprenditoriale.

Questa forma sui generis di proprietà appare "avanzata" in quanto ha come obiettivi una pluralità di interessi in termini sia di efficienza (ricavi, profitti, occupazione, buona gestione dell'impresa…) ed efficacia (consenso e condivisione degli obiettivi aziendali da parte della comunità locale, occupazione di personale locale altrimenti inoccupato per parte dell'anno, aiuto ai deboli…).

Ha saputo trovare un equilibrio avanzato rispetto ad un tipico "trade off" che caratterizza spesso un'organizzazione pubblica più legata all'efficacia (istituzionale) degli obiettivi da perseguire che all'efficienza con cui li raggiunge. In tal senso si configura come una gestione innovativa di una "comunità interna che serve una comunità esterna" nel modo più appropriato, utilizzando parte dei terreni per rispondere agli obiettivi della comunità locale e dando in gestione a privati una parte residua di terra, in modo da disporre di un benchmark stimolante. Rendendo più efficiente la gestione, servono sia i clienti (la comunità esterna), sia i propri soci (comunità interna), stimolati dal mercato. La governance tiene così conto di una pluralità di valori e fattori, in cui l'uso dei terreni e la Natura sono ora fattori inclusivi.

In tal modo l'esperienza CUM si inserice in quel filone del capitalismo sociale "social oriented" contrapposto a quello più tradizionale "profit oriented" che secondo alcuni esperti e studiosi sono il futuro dell' Umanità.

GLI ALTRI CANDIDATI

La scelta è avvenuta tra le 130 candidature ricevute dalla Commissione presieduta dal dirigente della Direzione Generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio del MiBAC, Gino Famiglietti, e composta da autorevoli personalità e studiosi del paesaggio. Le 10 menzioni speciali sono andate a “Musaba” – Fondazione Spatari/Maas. Vallata del Torbido, Mammola (RC); “Il teatro nella natura: L’Amphisculture di Beverly Pepper”. L’Aquila, Parco del Sole; “Terra Vi.Va.”. Viganella (Borgomezzavalle -VB); “Paesaggio protetto e di qualità della Costa Viola”. Provincia di Reggio Calabria; Paesaggi di marcita”. Parco Lombardo della valle del Ticino e aree limitrofe.; “La memoria che produce paesaggio”. Crespi d’Adda (BG); “Ecomuseo Casilino: partecipazione, cultura e integrazione”. Comune di Roma, Municipio V; “A ciascuno il suo passo, Verso un territorio inclusivo: Valle Camonica per tutti” (BS); “Ecoturismo, una strategia di rigenerazione sostenibile del Paesaggio: il Piano di Azioni della Carta Europea del turismo sostenibile. Territorio costiero del Comune di Ostuni e Fasano (BR) e “La fascia costiera di Chia: realizzazione di un bene identitario complesso”. Comune di Domus de Maria (CA).

Altri 14 progetti hanno ricevuto un encomio per le azioni svolte a favore dei valori del paesaggio. Tutti i progetti meritevoli di riconoscimento sono pubblicati sul sito www.premiopaesaggio.beniculturali.it .

La gestione della procedura concorsuale e della promozione del Premio Paesaggio è a cura della Direzione Generale Architettura, Belle Arti e Paesaggio del MiBAC supportata da Ales, società in house dello stesso Ministero. La Commissione esaminatrice dell’edizione 2018-2019 composta da Roberto Banchini - Dirigente del Servizio V della DG ABAP (MiBAC), Silvia Calandrelli - Direttore di Rai Cultura, Benedetta Castiglioni - Docente dell’Università di Padova, Alberto Clementi - già Preside della Facoltà di architettura della Università di Pescara, Daniela Esposito - Docente Sapienza Università di Roma, Maria Carmela Giarratano - Direttore generale per la Protezione della natura del mare (MATTM).

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