Si dimette il primo cittadino de L’Aquila, Pierluigi Biondi, che proprio questa mattina era presente al Ministero per i Beni culturali per ritirare la menzione speciale al progetto Amphisculpture, presentato dal Comune per concorrere al Premio Nazionale del Paesaggio (leggi).

“Con la serenità, il senso di responsabilità e il rispetto che si deve alla comunità aquilana,  - comunica in una nota Pierluigi Biondi - ho deciso di rassegnare le dimissioni da sindaco. Il governo nazionale, ma anche le forze politiche locali, sembrano non dare la dovuta attenzione all’Aquila e al suo territorio, nonostante il decennale del sisma sia alle porte. Una ricorrenza che segna una fase estremamente delicata della rinascita, che ha più che mai bisogno di impegni chiari, di prospettive e di uno sforzo condiviso, che faccia prevalere l’interesse della collettività, rispetto a quello dei singoli”.
 
“In meno di due anni, abbiamo raggiunto degli obiettivi importanti, pur nella complessità di una situazione ereditata con molte criticità”. Tra gli interventi nei settori della cultura e del turismo cita “l’accordo con il Mibac che ha portato a un milione di euro per le iniziative legate al decennale, l’istituzione della commissione per l’arredo e il decoro urbano, il riconoscimento per la città dell’Aquila (unica in Italia) dalla commissione europea nell’ambito del progetto Digital cities challenge, l’intesa che porterà a far sì che la maratona jazz diventi un appuntamento fisso, il bando da dieci milioni per lo sviluppo del turismo per L’Aquila e il Cratere”.

LE MOTIVAZIONI 

“Sono solo alcune delle tante azioni poste in essere in poco tempo – continua Biondi - , nella piena legalità, trasparenza e legittimità degli atti amministrativi. Mi trovo nella condizione di dover interrompere questo processo virtuoso, ripeto, per l’assenza di risposte concrete da parte del governo e per l’atteggiamento autoreferenziale della politica locale. Il sottosegretario Crimi mi ha detto che il decreto Etna -  che dovrebbe prevedere lo stanziamento di fondi per dieci milioni di euro, per le maggiori spese e le minori entrate del Comune - forse andrà in discussione la prossima settimana. Troppi condizionali, in questa informativa del governo, con tempi decisamente incerti”.
 
“Alcune componenti politiche che, insieme a me, sono state chiamate ad amministrare la città nel giugno del 2017, sembrano aver smarrito la forza propositiva e l’entusiasmo di quei giorni. È come se avessero dimenticato che l’obiettivo unico e primario è la ricomposizione comunitaria della città e del suo territorio, attraverso politiche e interventi efficaci, che abbiano come fine ultimo la crescita e il benessere dei cittadini.
È questo il momento per dimostrare che la città può contare su una classe dirigente consapevole e matura, che sappia coniugare valori e azioni di una buona e sana amministrazione”.
 
“Nel primo pomeriggio ho formalizzato le dimissioni davanti al segretario generale, ben conscio della loro forza dirompente, ma convinto che la città non può subire la vaghezza del governo né l’immaturità di alcune espressioni della politica locale”.

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