“Abbiamo chiesto come Parlamento europeo il raddoppio dei fondi del nuovo programma Europa Creativa 2021/2027, da 1,46 miliardi di euro a 2,8 miliardi. Il testo sarà votato a Strasburgo nella prossima plenaria, ma spetterà poi al Parlamento che nascerà con le elezioni di maggio mettere in pratica l’aumento. Se questo non avviene sarà un grande guaio”. A lanciare l’allarme è Silvia Costa, europarlamentare Pd, nel corso del convegno “Europa creativa: un'opportunità per la musica dal vivo” organizzato da Assomusica, European Live Music Association (ELMA) e Impresa Cultura Italia – Confcommercio.

In Europa, ricorda Costa “la cultura è considerata competenza dei singoli Stati i quali sono sempre stati molto gelosi perché rappresenta l’identità nazionale. Questo ha generato resistenza nell’avviare politiche culturali comunitarie, proprio per paura della perdita di identità”. Solo nel 2013, con il primo programma Europa Creativa, che ha messo insieme media, cultura, creatività e interdisciplinarità, “è cominciata una policy - spiega Costa - con obiettivi più strategici. Parallelamente hanno fatto la loro parte anche alcuni pronunciamenti della Commissione e del Parlamento Ue”.

Infatti, prosegue la parlamentare Pd che di Europa Creativa è relatrice, “si è cominciato in quel momento a dare uno spazio importante al tema delle imprese culturali creative. L’Europa ha scoperto che rappresentano una quota significativa del Pil, un settore di grande sviluppo ma anche una sfida di coesione sociale e crescita”. Per cui, “oggi abbiamo nell’agenda europea della cultura una linea dedicata a rafforzare il settore delle imprese culturali creative”. La nuova versione di Europa Creativa, rimarca Costa, “ha strutturato più fortemente la parte cultura, inserendo delle azioni specifiche. Non ci sono solo progetti generali, ma azioni settoriali come per esempio, riguardo alla musica, il Music Moves Europe”.

“La cultura è il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile - aggiunge Costa -, ma se non accedi alla conoscenza, se non tuteli il tuo patrimonio e non hai la possibilità di esprimerti dal punto di vista artistico, la cultura non si rigenera”. L’obiettivo, quindi, diventa sviluppare la strategia delle imprese culturali creative avviate dieci anni fa. “Speriamo di approvare a fine mese la nuova direttiva sul diritto d’autore -dichiara l’europarlamentare Pd- e poi c’è la grande linea della nuova diplomazia culturale: quando l’Europa farà accordi con altri paesi, è stato stabilito che si dovranno inserire i temi della cooperazione cultura, della ricerca e dell’educazione”.

Grande attenzione, in Europa Creativa, viene dedicata alla musica. “Per i giovani artisti c’è un nuovo programma sulla mobilità europea, ma bisogna anche facilitare i visti di circolazione per i professionisti creativi”, segnala Costa che poi suggerisce alla platea di Assomusica una proposta: “Pensare a piattaforme di imprese musicali dal vivo che facciano capire alla Ue quali sono le esigenze del settore e sensibilizzino le istituzioni finanziarie a investirci”. Altrettanto importante è il tema “del recupero degli spazi abbandonati delle nostre città per farne presìdi culturali”. C’è la possibilità “di fare un piano – sottolinea Costa - attraverso i fondi europei che le Regioni non sempre spendono nel modo migliore”.

L’europarlamentare Pd auspica lo sviluppo di “un sistema più organico che metta insieme la filiera delle funzioni necessarie perché un artista sia scoperto, che non siano solo i talent show”. Nei prossimi anni, dichiara Costa, “partendo da Music Moves Europe, si deve sviluppare un programma a sé stante di mobilità degli artisti”. Così come “è necessario che la figura del promoter sia riconosciuta a livello europeo, sia migliorata la messa in sicurezza delle sale, la promozione alla pari con le piattaforme digitali e la riduzione dell’Iva sugli strumenti musicali”.

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