“Non c’è niente da recuperare. Fra Italia e Francia esiste un accordo di coproduzione cinematografica dal 1949, rivisto e aggiornato nel 2003 e la Francia è storicamente il partner con cui l’Italia realizza - di gran lunga - il maggior numero di coproduzioni internazionali”. Lo dichiara Lucia Borgonzoni, senatrice della Lega, Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali con delega al Cinema.

“Nel 2016 in Italia sono state realizzate complessivamente 46 coproduzioni di cui 18 con la Francia - il secondo partner risulta la Svizzera con 6 - mentre nel 2017 le coproduzioni totali sono state pari a 30, di cui 9 con la Francia. Per incrementare questa collaborazione – continua Borgonzoni - , nel 2013 è stato istituito, con accordo amministrativo fra il CNC francese (Centro nazionale del cinema) e la Direzione Generale Cinema del Mibac, un fondo per incentivare lo sviluppo di opere cinematografiche. La dotazione del Fondo è di 500 mila euro annui, a carico per il 50% sui ciascuno dei contraenti”. 

“Sempre in questa ottica, il CNC e la DGC hanno studiato la possibilità di allargare questo fondo alla fase di produzione vera e propria e allo sviluppo di opere televisive; di conseguenza, andrebbe raddoppiata l’entità del Fondo. Dopo una fase di incertezza del partner francese, al recente festival di Berlino i responsabili dell’Ufficio internazionale del CNC hanno manifestato ai funzionari DGC la disponibilità a chiudere l’accordo con il quale, quindi, il Fondo verrebbe esteso allo sviluppo di opere televisive e soprattutto, alla produzione di opere italo-francesi. In particolare, il Fondo per la coproduzione costituirebbe un obiettivo da tempo richiesto dalle imprese di produzione italiane e si affiancherebbe al Fondo per le coproduzioni minoritarie, in corso di attuazione, pari a 5 milioni di euro”.

 

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