“La rigenerazione urbana intesa non solo come recupero infrastrutturale di spazi abbandonati è un tema caro da tempo alla Regione Toscana. Andare oltre al semplice recupero significa costruire un processo di coinvolgimento dei cittadini per progettare e realizzare in modo condiviso il futuro di una città, con forme di collaborazione fra pubblico e privato. È un percorso complesso, che implica anche un cambiamento culturale, ma fondamentale per la costruzione di comunità e quindi per lo sviluppo e la crescita. Una sfida che abbiamo accolto e sulla quale ci stiamo confrontando con casi toscani di rigenerazione urbana a base culturale”. Con queste parole la vice presidente e assessore alla Cultura e Ricerca Monica Barni ha aperto il convegno “Cultura, comunità, lavoro. Contributi per un piano (strategico) della cultura”, organizzato dal Comune di Follonica e la sua assessora alla cultura, Barbara Catalani. Proprio in questo contesto si inserisce un processo importante per la città: il Programma di valorizzazione dell’area ex Ilva. Si tratta di un processo amministrativo-burocratico necessario per acquisire dal Demanio l’intera area e quindi per la città l’occasione di impostare il proprio modello di sviluppo futuro.

IL CONVEGNO

Il convegno si inserisce all’interno di un percorso di avvicinamento al tema Istruzione-formazione-lavoro, calati all’interno di un territorio specifico come quello dell’Alta Maremma. Con l’obiettivo cercare di costruire una rete di relazioni e di interscambio tra impresa e mondo della scuola, attraversando il versante culturale. Un nuovo approccio al tema del lavoro in un territorio che risente di una profonda crisi e che deve cercare di ricostruire rapporti concreti e consapevoli, per formulare strategie di sviluppo che non siano soltanto risposta temporanea ma rappresentino un nuovo modo di costruzione di comunità. Oggi questo processo passa sotto il termine di Rigenerazione Urbana inteso, non solo come recupero di uno spazio fisico, ma come riappropriazione del senso collettivo di produzione di senso, cooperazione, co-progettazione.

La mattinata è stata dedicata alla relazione di Barbara Catalani, Assessore alla Cultura Comune di Follonica “Il programma di valorizzazione dell’area ex-Ilva: per un masterplan strategico della cultura”. A seguire focus su “Patrimonio culturale e sviluppo locale: per un progetto culturale integrato” con gli interventi di Claudio Bocci, Direttore Federculture, e di Massimo Zucconi, Responsabile Federculture aree protette e parchi. Spazio infine per il “Teatro Fonderia Leopolda: un sistema al servizio della città e del territorio” con al centro la stagione teatrale, i progetti scolastici, le residenze artistiche come attivatori di relazioni e processi per la comunità locale.

Il pomeriggio, introdotto e moderato da Bertram Niessen, Direttore scientifico di cheFare, ha visto la presentazione di esperienze toscane ma non solo nel campo della rigenerazione urbana in ambito culturale. La rigenerazione urbana, tra industria creativa e innovazione civica, in Toscana ha visto esposte i casi della CasermArcheologica, Sansepolcro e di Lucca Creative Hub. Spostandosi a Milano è stata la volta del Mercato Lorenteggio. Fino alla Puglia con l’ex-stabilimento enologico Fadda (San Vito dei Normanni, Brindisi), uno spazio pubblico per l’aggregazione, la creatività e l’innovazione sociale, ne ha parlato Roberto Covolo, Assessore alle Politiche giovanili e del Lavoro Comune di Brindisi, ideatore centro ExFadda.

REGIONE TOSCANA

Regione Toscana è impegnata attivamente a favore di progetti e realtà ibride, finora solo marginalmente oggetto delle politiche regionali, che stanno contribuendo a immettere e far maturare sui territori offerte culturali e modelli d’impresa nuovi, insieme a molteplici pratiche partecipative. La Regione intende far emergere le esperienze e dare rappresentanza ai vari soggetti per poter creare un dialogo istituzionale e dare voce alle istanze dei territori.

Oltre alle attività culturali che finora sono state sostenute attraverso il bando “Toscanaincontemporanea”, la Regione ha individuato un primo nucleo di realtà che hanno come fulcro il recupero di vuoti urbani, attivano comunità di cittadini, promuovono linguaggi del contemporaneo, ricerche artistiche, design e forme di artigianato innovativo,pongono fortemente il tema del lavoro, sperimentano modelli di sostenibilità e offerta di servizi. 

La Regione sta valutando quindi possibili modalità di sostegno di queste realtà, che hanno necessità di essere riconosciute a livello istituzionale anche per garantire il consolidamento delle esperienze maturate, oltreché una loro salvaguardia per quanto concerne i processi di riqualificazione urbana nel lungo periodo, trattandosi in molti casi di di edifici e aree degradate.

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