“Mi piacerebbe attivare un fondo rotativo a favore delle librerie. Da vedere ancora come e chi sarà a gestirlo, ma è una soluzione cui il Mibac sta lavorando”. Il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, guarda con favore e interesse all’esperienza - nata in Francia alla fine del 1988 - dell’Adelc, l’Associazione per lo sviluppo delle ‘librerie di creazione’ (le nostre librerie indipendenti). In 30 anni l’Adelc (nel caso francese si tratta di una fondazione a partecipazione pubblico-privato sorta dall’idea dei quattro editori più importanti d'Oltralpe) ha contribuito alla nascita (159) e al sostegno in totale di 514 punti vendita, di cui il 66% in provincia. In questo arco di tempo l’Adelc ha messo a disposizione oltre 40 milioni di euro con il meccanismo del fondo rotativo e prevedendo vari interventi: dalle creazioni alle ristrutturazioni fino alle consulenze in campo finanziario e gestionale.

Nel corso di una conferenza ospitata domenica al BookPride di Milano, Bonisoli ha detto di guardare con interesse a quell’esperienza. “Il fondo rotativo - ha spiegato il ministro durante l’incontro organizzato da Adei - ha il vantaggio di ‘costringere’ chi ne usufruisce a fare una riflessione seria sul ciclo di business”. Allo stesso tempo, ha aggiunto, “permette di ricevere una somma di gran lunga superiore a quella che può essere una sovvenzione da parte dello Stato”. 

Ma a che punto è questo progetto che certamente viene visto con grande favore tanto dagli editori italiani quanto dai librai? “Vedremo come e dove farlo - ha chiarito il ministro -, ma è una delle cose su cui stiamo lavorando: identificare un soggetto (che non è detto che sia il Ministero) che gestisca uno strumento di credito rotativo in modo da sostenere chi vuole aprire una nuova libreria o chi la vuole ristrutturare”. 

 

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