Le Giornate Fai di Primavera tornano anche in Emilia-Romagna. Sabato 23 e domenica 24 marzo sarà un week-end dedicato all’immenso patrimonio artistico e naturalistico del nostro Paese, in cui vengono aperti al pubblico in tutta Italia palazzi, musei, residenze, parchi e siti solitamente chiusi ai visitatori. Luoghi sconosciuti e spazi spesso “segreti”. I beni fruibili sono 51 in 25 località, con più di 2mila studenti dei licei che faranno da guida - gli “apprendisti ciceroni” - in un incontro e uno scambio fra generazioni. Volontari del progetto “Fai ponte tra culture”, proporranno visite speciali in lingua.

L’iniziativa è stata presentata  dal presidente della Regione Stefano Bonaccini. Presenti anche il presidente regionale Fai Emilia-Romagna Marina Senin Forni, il referente culturale Fai Emilia- Romagna Vincenzo Vandelli, il referente regionale Fai Emilia-Romagna Barbara Rossi e Albana Temali, rappresentante del gruppo Fai Ponte tra culture di Bologna.

“Ogni giorno sono nel territorio - afferma Stefano Bonaccini - incontro le persone e le comunità locali di questa splendida regione: dalle aree appenniniche alla Costa, dalle città ai borghi montani, dai piccoli Comuni alla Bassa e le terre lungo il Po, e ogni volta scopro angoli e realtà di grande bellezza e suggestione. In Emilia-Romagna abbiamo 11 siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco, fra città d’arte e edifici storici, aree paesaggistiche e naturali. Per questo, mai come nelle Giornate Fai di Primavera, dovremmo avere la consapevolezza del tesoro che abbiamo fra le mani, per viverlo a pieno. Sono sempre di più gli italiani e gli stranieri che lo scoprono, visti i 60 milioni di presenze turistiche che abbiamo registrato nel 2018, ma certo è che il prossimo fine settimana abbiamo una grande occasione per rendere omaggio alla nostra terra, apprezzandola una volta di più: un’occasione davvero non perdere”. 

I LUOGHI APERTI PER L’INIZIATIVA

Tra i luoghi aperti in Emilia-Romagna: il Palazzo Ducale a Modena; Villa Aldrovandi Mazzacorati e il teatro settecentesco a Bologna; Palazzo Romagnoli a Cesena; il Santuario della Beata Vergine della Suasia a Civitella di Romagna, in provincia di Forlì-Cesena; la Rocca Pallavicino-Casali a Monticelli d’Ongina (Pc); il Castello della Maggia di Gariga a Podenzano, sempre nel piacentino; Palazzo San Giacomo a Russi di Ravenna; la Chiesa dei SS. Girolamo e Vitale a Reggio Emilia; la Torre Campanaria a Pieve di Cento.

Il Fai in Emilia-Romagna è rappresentato dalla presidenza regionale, dal referente regionale e da 10 delegazioni, 11 Gruppi Fai, più di 14.000 aderenti e 8 Gruppi Fai Giovani con oltre 1.400 ragazzi e ragazze coinvolti.
In allegato: elenco siti e orari di apertura - Un'immagine della conferenza stampa odiena, Villa Aldovandi Mazzacurati (Bologna) e la Chiesa dello Spirito Santo (Ravenna).

FAI, PONTE TRA CULTURE

Quest’anno è stata data particolare rilevanza a un progetto che è divenuto nel tempo organico alla Fondazione. Si tratta di “Fai ponte tra culture”,che intende mettere in massimo rilievo l’importanza che l’accoglienza e la diffusione delle culture di diversa provenienza hanno portato al nostro patrimonio culturale. Il patrimonio viene valorizzato non solo dal punto di vista storico artistico ma anche antropologico, riscoprendo i legami, antichi o recenti, tra l’Italia e il resto del mondo, le reciproche influenze e connessioni.

Secondo Andrea Carandini, presidente Fai, “la nostra patria appare come un amalgama di metalli preziosi, di origine ora indigena, ora forestiera e ora perfino esotica, prodottosi nell’espressione geografica che viene considerata ancora oggi il più significativo e bel crogiolo del Pianeta. Nello spirito di questa lega specialissima di cui è composta la Nazione, il Fai presta al paese la sua opera sussidiaria in armonia con l’articolo 118 della Costituzione, essendo convinto che una pubblica opinione informata e attiva sia essenziale al Paese al fianco delle sue rispettate istituzioni. Proprio a partire dalla concretezza dei suoi beni, il Fai ha appreso che il carattere della patria sta nelle contaminazioni e nelle influenze che si sono rivelate non infezioni e malattie, ma opportunità molteplici da comporre come i colori: separati sulla tavolozza, e miracolosamente integrati nella pittura”.

Per questo in tutta Italia sono stati riscontrate connessioni e contaminazioni che saranno messe in evidenza dalle stesse comunità straniere che vengono coinvolte nel progetto. In Emilia-Romagna sono state individuate influenze culturali straniere a Reggio Emilia nella Chiesa del Cristo e a Ravenna nella Chiesa dello Spirito Santo di rito ortodosso dove saranno cittadini rumeni, ucraini e moldavi ad accogliere il pubblico.

Il progetto “Fai ponte tra culture” si realizza anche nelle numerose visite dei beni aperti nelle Giornate Fai di Primavera a cura dei mediatori culturali che, dopo un corso di approfondimento sulla storia e cultura delle città in cui risiedono, contribuiscono alla diffusione all’interno delle loro comunità d’origine della conoscenza della stessa iniziativa Fai.

 

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