Il Mibac non rinuncerà alle Soprintendenze uniche, anzi verranno aumentate nel numero. Sarà potenziato il ruolo del Segretariato Generale e quello della Direzione Archeologia, Belle arti e Paesaggio. Restano i musei autonomi e nasceranno 11 reti museali interregionali con un riequilibrio delle risorse dei Poli museali. Ridotti numericamente e accorpati i segretariati regionali. Spazio inoltre nell’organico del ministero a informatici e amministrativi. In arrivo infine una struttura dirigenziale per digitalizzazione e innovazione. Sono alcune delle proposte emerse - a quanto apprende AgCult - nel corso dell’incontro che il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha avuto con le associazioni per illustrare la bozza di piano di riorganizzazione del Ministero. Alla riunione hanno partecipato una ventina di associazioni di professionisti e tecnici del Mibac: tra questi archeologi, archivisti, antropologi e diagnosti. Insieme al ministro erano presenti il suo capo di Gabinetto Tiziana Coccoluto, il segretario generale Giovanni Panebianco, il direttore generale Organizzazione Marina Giuseppone e il consigliere giuridico Alfredo Moliterni. Entrando nel merito del piano, va detto che si tratta ancora di una base di lavoro che il ministro ha predisposto e che sta sottoponendo ai vari stakeholder dai quali intende raccogliere valutazioni e suggerimenti prima di predisporre la riorganizzazione vera e propria. Un approccio particolarmente apprezzato dai partecipanti alla riunione.

Nel corso dell’incontro il ministro avrebbe annunciato anche un piano di investimenti consistente rispetto a quanto fatto in questo primo anno di mandato. Avrebbe poi ribadito una grande attenzione ai servizi al cittadino (cui bisogna essere in grado di dare risposte soddisfacenti e adeguate) e ai processi di efficienza interna e di efficacia. Alla base delle misure c’è la volontà di rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio, aumentare il benessere organizzativo anche attraverso formazione e crescita professionale, rafforzare la capacità di controllo a livello centrale nonché di misurazione e valutazione, miglioramento conoscitivo e operativo in materia di prevenzione del rischio.

IL DETTAGLIO DELLE MISURE

Le principali aree di intervento riguardano il rafforzamento del ruolo del Segretariato generale, la razionalizzazione e l’efficientamento delle strutture di primo riporto al Segretariato generale, introduzione di una struttura dirigenziale per la digitalizzazione e l’innovazione, istituzione di un’unità per l’anticorruzione e la trasparenza, rafforzamento della Direzione Archeologia, Belle arti e Paesaggio, aumento del benessere organizzativo, riduzione del ricorso all’interim per le posizioni dirigenziali non generali, miglioramento di processi e strumenti per la gestione degli appalti, sponsorizzazioni, concessioni e partenariati pubblico-privati. 

SEGRETARIATO GENERALE - Il Segretariato Generale sarà potenziato con nuovi servizi e unità aumentando il ruolo di autorità di vertice cui è rimesso il coordinamento di tutti i livelli dirigenziali generali del ministero. Ipotizzata una nuova configurazione che prevede un nucleo ispettivo, un nucleo anticorruzione e trasparenza e 5 servizi di livello dirigenziale non generale. Prevista un’unità per la programmazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi e un’unità per la sicurezza del patrimonio culturale e la gestione delle emergenze.

SEGRETARIATI INTERREGIONALI - Si ipotizza la creazione di 7/8 Segretariati interregionali senza compiti di tutela ma amministrativi, organizzativi e ispettivi. I nuovi segretariati non ricadranno più sotto la Direzione Bilancio, ma direttamente sotto la responsabilità del Segretario generale. 

DIREZIONE ABAP - Nella proposta di riorganizzazione del Mibac, la Direzione Archeologia, Belle arti e Paesaggio sarà rafforzata sia a livello centrale sia territoriale. A livello centrale si prevede l’istituzione di una struttura focalizzata sulla corretta applicazione del dettato giuridico-normativo e delle procedure amministrative, nonché il potenziamento della struttura dedicata all’autorizzazione dell’esportazione delle opere. Prevista anche la valorizzazione delle professionalità tecniche interne.

SOPRINTENDENZE - Restano le Soprintendenze uniche sul territorio per assicurare un sistema caratterizzato da un approccio integrato ai temi della tutela e della valorizzazione che ponga al centro il cittadino. Saranno rafforzati i responsabili delle aree tematiche. Cresceranno di numero per offrire una maggiore vicinanza dell’amministrazione alle esigenze locali.

ECONOMIA DELLA CULTURA - Nella riorganizzazione viene ipotizzata anche l’istituzione di una nuova direzione generale specializzata nelle diverse fattispecie in cui si articola la contrattualistica pubblica nell’ambito dei beni culturali. A questa nuova Dg sarà affidata la gestione diretta di tutte le gare dell’amministrazione centrale per lavori, servizi e forniture. Prevista la gestione diretta, per gli appalti di lavori, delle gare strategiche per il sistema nazionale dei beni culturali. Gestione diretta anche per la gare di maggiore rilevanza che riguardano i servizi aggiuntivi per il sistema museale nazionale. Supporto alle stazioni appaltanti periferiche per tutte le altre gare di lavori e concessioni di servizi aggiuntivi anche riguardo alla fase di dell’esecuzione del rapporto negoziale. Supporto agli istituti periferici per accordi di valorizzazione, concessione di beni, sponsorizzazioni e forme di mecenatismo.

MUSEI - Inalterato l’assetto dei musei autonomi e della Direzione generale musei. Rimodulati i Poli museali con riequilibrio delle risorse a favore dei siti meno conosciuti. I parchi e le aree archeologiche dei Poli saranno attribuite alle Soprintendenze. Nascono poi 11 Reti museali, ipotizzate su scala interregionale, concepite come punto di snodo per l’effettiva costituzione e funzionamento del sistema museale nazionale coordinato dalla Dg Musei. Il direttore di rete museale territoriale non potrà contestualmente assumere la funzione di direzione di Musei ad autonomia speciale di livello dirigenziale non generale. Le biblioteche interne ai musei saranno scorporate e collocate sotto la Direzione Biblioteche e Istituti cutlurali del Ministero. 

 

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