Speriamo che “l’approccio molto razionale che il ministro Bonisoli ha avuto nel corso dell’incontro sia valido non solo su scala generale, ma anche nell’organizzazione delle singole strutture, soprattutto nella definizione del fabbisogno delle amministrazioni periferiche”. È quanto spiega ad AgCult Valerio Graziani dell’Associazione Nazionale degli Esperti di Diagnostica e di scienza e tecnologia applicate ai Beni Culturali (ANEDbc) a margine della riunione in cui Alberto Bonisoli ha presentato la sua proposta di riorganizzazione del Ministero dei Beni culturali. Una proposta, ha spiegato il ministro, ancora suscettibile di variazioni in base alle istanze raccolte in questa serie di incontri. Un aspetto che l’ANEDbc ha apprezzato: “Molto positiva la disponibilità del ministro a una presentazione che non fosse un monolite ma aperta a un dialogo con i presenti”.

Nel merito delle proposte avanzate, l’associazione che raccoglie gli esperti scientifici che a vario titolo operano sui beni culturali ha spiegato che l’illustrazione di oggi ha affrontato principalmente “aspetti che riguardano l’organizzazione generale, soprattutto da un punto di vista amministrativo” pertanto “al momento è ancora presto per valutarne gli effetti sul nostro lavoro”.

Tuttavia, l’Associazione ha sottoposto alcuni punti di rilievo. Innanzitutto ha chiesto “rassicurazioni sulla presenza di personale tecnico-scientifico nel prossimo concorso (vale a dire di figure come chimico, fisico, geologo, biologo, diagnosta) che purtroppo non erano presenti nell’ultimo 'concorso dei 500’”. Altra richiesta è stata “se fosse previsto un riordino dei profili di funzionari in base alle istanze che provengono dal mondo della formazione. È fondamentale aggiornare i requisiti e il mansionario alla luce di come si evolve il mondo dei percorsi formativi”. Infine, l’Associazione ha chiesto al ministro “se nella riorganizzazione fossero previste delle figure scientifiche nelle soprintendenze. Prevedere queste professionalità nelle sedi periferiche significherebbe affidare a funzionari scientifici del MIBAC il monitoraggio precoce e la valutazione di situazioni altrimenti difficilissime da intercettare per l’amministrazione centrale”.

 

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