Il ministero dei Beni culturali assuma iniziative per integrare l'elenco delle attività fruibili con il “bonus cultura” includendo l'acquisto di strumenti musicali ed estendendo l'operatività del bonus stesso anche al codice Ateco 47.59.60 (commercio di strumenti musicali). Lo chiede la deputata Valentina Aprea (FI), componente della commissione Cultura di Montecitorio, in un’interrogazione indirizzata al Mibac.

La legge di bilancio 2019, ricorda la Aprea, ha confermato anche per il 2019 il cosiddetto “bonus cultura”, che prevede l'erogazione a favore dei ragazzi che compiono 18 anni nel corso dell'anno, di una somma pari a 500 euro da impiegare in acquisti di beni e servizi nel settore della cultura. Nello specifico, la somma è spendibile esclusivamente in acquisto di “biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo; libri; titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali; musica registrata; corsi di musica; corsi di teatro; corsi di lingua straniera”. 

“L’elenco di attività non comprende l'acquisto di uno strumento musicale presso un rivenditore specializzato italiano”, sottolinea la deputata. “Appare evidente come questa omissione sia incoerente con lo spirito della misura e presumibilmente frutto di una svista o di una dimenticanza, dal momento che non vi è nessuna plausibile e credibile motivazione a sostegno della tesi che la pratica musicale non costituisca una fondamentale attività culturale in senso stretto. Ciò risulta ancora più evidente se si considera che sono viceversa inserite tra le attività accessibili ai beneficiari del bonus la partecipazione a concerti e la frequenza di corsi di musica”.

 

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