Si è spenta giovedì Gigliola Zecchi Balsamo, già vice Presidente della Fondazione Donne in Musica e una dei fondatori della World Youth Orchestra. “Gigliola è stata una grande amica, intelligente, spiritosa e generosa; una donna speciale e una cittadina del mondo”, è il ricordo dell’amica Silvia Costa. “Dopo aver ricoperto prestigiosi incarichi in Banca Intesa si è dedicata alla promozione delle donne e dei giovani nella cultura e nel sociale sempre realizzando progetti importanti con visione e determinazione indomita”.

“Nel 1998 ha condiviso con me e la Commissione nazionale parità, la Missione ‘Kosovo: un treno per la vita’ per soccorrere i profughi in Albania dove poi lei è rimasta per mesi come volontaria promuovendo il primo servizio di Pony express con i giovani salesiani a Tirana nonché una scuola di cucito per ragazze con le suore albanesi in cooperazione con Maramotti fondatore di Max Mara. Ispirata anche dal ‘banchiere dei poveri’ Muhammad Yunus, si è quindi impegnata nel micro-credito per donne immigrate con la Fondazione Risorsa Donna insieme a Paola Barbieri Nardone”.

“Appassionata di musica si è dedicata al centenario dello zio musicista Carlo Zecchi e ha collaborato con Patricia Adkins Chiti (scomparsa a giugno) nella Fondazione Donne in Musica di cui è stata un'attivissima vice presidente e insieme a lei, alla nuova presidente Valerie Baxter e a tanti musiciste, musicisti e giovani volontarie abbiamo realizzato l’ultimo ambizioso progetto internazionale della Fondazione con la premiazione di dieci compositrici di tutto il Mondo al Teatro Argentina di Roma, lo scorso 5 novembre, in collaborazione con l’Unesco, il PE e la Cariplo, celebrando al femminile i 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani, dedicati ai diritti culturali delle donne artiste. Infine con l'Associazione ITACA, insieme a Maria Gianani, si è impegnata per i giovani adulti con problemi psichici”.

“Ma Gigliola – conclude la Costa - è stata soprattutto una persona luminosa, sorridente e perspicace, di profonda fede e di grande umanità, che ha affrontato con indicibile coraggio e serenità la sua malattia continuando ad alimentare il suo amore per la vita, per la sua famiglia e per l’amicizia fino alla fine”.

 

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