La Commissione Regionale Mibac per il Patrimonio culturale del Veneto ha confermato la rilevanza paesaggistica di tratti di corsi d'acqua «Fiumicello di Montagnana», «Scolo Nina - Fossona», «Canale Musonello - Rostra dei Molini», «Roggia di Arzignano o Fiume Vecchio» e «Roggia Vallonara e Marosticana». Questi corsi d'acqua erano stati dichiarati precedentemente irrilevanti ai fini paesaggistici dalla Giunta regionale del Veneto. Gli atti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 23 e del 25 marzo 2019.

I provvedimenti confermano il regime vincolistico delle aree, che rimangono sottoposte a tutte le disposizioni di tutela contenute nel Codice dei Beni culturali. All’articolo 142, comma 1, lettera c, si fa infatti riferimento a “i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna” quali aree “di interesse paesaggistico”. 

FIUMICELLO DI MONTAGNANA

Il tratto del corso d'acqua «Fiumicello di Montagnana» ricade nei Comuni di Montagnana, Casale di Scodosia, Borgo Veneto, Megliadino San Vitale e Piacenza d'Adige, in Provincia di Padova.

Il 9 novembre 2018, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso aveva evidenziato come il Fiumicello fosse un corso d'acqua “di eccezionale rilevanza in termini di testimonianza e di comprensione dell'assetto territoriale e della matrice insediativa storica di cui l'antico centro è il fulcro”. Nella sua relazione, la Soprintendenza rimarcava come lo sviluppo sociale ed economico delle zone toccate dal Fiumicello fosse stato “determinante per la conservazione della cinta muraria di Montagnana nel ruolo di barriera daziaria e a protezione dei magazzini che conservavano il materiale da inviare all'Arsenale di Venezia, ben oltre a quella che era stata la durata della funzione difensiva militare originaria”. Il sistema idraulico del Fiumicello, continua la Soprintendenza, “sostiene il sistema fortificato di villa e degli insediamenti rurali minori oltre che l’organizzazione fondiaria e viaria”.

In seguito, lo scorso 22 febbraio 2019, la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio aveva espresso parere favorevole sulla fondatezza, sotto il profilo tecnico-scientifico, delle motivazioni indicate dalla Soprintendenza. Così richiedeva il perfezionamento della procedura per la conferma di rilevanza paesaggistica.

SCOLO NINA - FOSSONA

Il tratto del corso d'acqua «Scolo Nina - Fossona» ricade nei Comuni di Cervarese Santa Croce e Rovolon, in Provincia di Padova.

Il provvedimento conferma la rilevanza paesaggistica dell’area evidenziando come sia “indubbia la valenza paesaggistica dell'intero corso d'acqua che storicamente ha influito sull'assetto territoriale in un rapporto di piana/versante contribuendo alla regimazione delle acque confluenti verso valle dai pendii e dalle dorsali boscate dell'area a nord-ovest Colli Euganei, territorio del Parco regionale che ricomprende l'abitato di Rovolon”. Si rilevano nell’area “le antiche opere ingegneristiche volute dalla Signoria di Padova” che hanno “influito sul fenomeno dell'incastellamento”. “Ancora oggi lo scolo Nina Fossona attraversa lunghi brani di campagna alternati a spazi edificati e, seppure in alcune sue parti può risultare tombinato e localmente privo di interesse paesaggistico, esso rappresenta la interrelazione di fattori umani e naturali quale espressione di valore culturale, non interpretabile in modo frammentario bensì unitario su tutto il suo corso per il sistema di relazione e di connessione fluviale tra i vari Comuni della Provincia di Padova che attraversa”. 

Nello stesso senso si era espressa la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso. Infatti, sottolineava la Soprintendenza, “le recenti dinamiche di trasformazione che hanno determinato la tombinatura dei centri abitati di Fossona e Bastia, non hanno compromesso nell'insieme la definizione territoriale che lo Scolo Nina-Fossona ha determinato nei secoli, in un paesaggio fortemente agricolo. Il canale conserva tutt'oggi, nel suo insieme, rilevanti caratteri di storicità che hanno influito sull'assetto paesaggistico dei territori che esso attraversa, contribuendo a conservare un insieme particolarmente armonico di elementi agricoli e naturali che testimoniano l'organizzazione insediativa dell'area riconducibile a tratti tipici di paesaggio agrario veneto, fortemente condizionato dalle storiche controversie fra Padova e Vicenza, connotandosi pertanto quale segno storico fondamentale alla comprensione dei valori paesaggistici dei luoghi nonché dell'articolato sistema idrografico, prettamente derivante da un’attività antropica di regimazione delle acque, sviluppatosi nei secoli ai piedi dei Colli Euganei”. 

CANALE MUSONELLO - ROSTRA DEI MOLINI

Il tratto del corso d'acqua «Canale Musonello - Rostra dei Molini» ricade nei Comuni di Loria e parte di Riese Pio X (località Spineda), in Provincia di Treviso. 

Il 9 novembre 2019, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso aveva evidenziato come “il tratto del corso d'acqua (…) conserva sia la portata idraulica che i valori paesaggistici, simili alla maggior parte dei canali e delle rogge del territorio veneto, e che non sono presenti elementi di degrado di particolare rilievo sia del corso d'acqua che degli spazi circostanti, si ritiene che la tutela paesaggistica vada confermata, finalizzando la stessa alla preservazione e tutela dei tratti di naturalità che la porzione di corso d'acqua ancora conserva, nonché il ruolo di elemento di riconoscimento del paesaggio dell'area”. Inoltre, il tratto “è comunque parte di un canale più esteso che interessa un percorso di circa 26 km, che attraversa i Comuni di Castello di Godego, Castelfranco, da Villarazzo al centro, definendo anche le mura di questo importante centro storico murato”. L’importanza dell’area viene testimoniata nelle planimetrie ottocentesche facendo emergere il grande ruolo di “salvaguardia dell'impalcato idraulico territoriale”. 

La Commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Veneto, nella seduta del 31 gennaio 2019, evidenziava che “il corso d'acqua in tutto il suo percorso, è elemento idraulico che connota il paesaggio agrario ed insediativo esistente, con il suo andamento a tratti lineare a tratti sinuoso, la presenza di vegetazione sia spontanea che appositamente inserita nel tempo, tipica dei canali e delle rogge venete. Il corso d'acqua costituisce uno degli elementi idraulici storici che hanno segnato nel tempo l'area e che oggi strutturano e contribuiscono a comporre il paesaggio esistente”.

«ROGGIA DI ARZIGNANO O FIUME VECCHIO»

Il tratto del corso d'acqua «Roggia di Arzignano o Fiume Vecchio» ricade nei Comuni di Arzignano e Montorso Vicentino, in Provincia di Vicenza.

Lo scorso 30 novembre 2018, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza aveva rilevato, in merito all’area, “che buona parte del tratto a sudest scorre al limitare del centro abitato in ambito agricolo con caratteri rilevanti di interesse quali argini naturali, coltivazioni ed edifici rurali, pertanto si ritiene significativo il mantenimento dell'area di tutela, almeno lungo il percorso sud del tessuto insediativo in considerazione dell'alto grado di edificazione (residenziale e produttivo) che già insiste sul resto del comune”. 

La Commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Veneto evidenziava poi, nella seduta del 31 gennaio 2019, come la stessa area “mantiene caratteri paesaggisticamente leggibili relativi alla storia agraria e produttiva del territorio che attraversa, riscontrabili nella toponomastica e nei manufatti edilizi ancora esistenti. Inoltre, per i due tratti specificati, il corso d'acqua conserva un forte legame con la campagna, non ancora totalmente urbanizzata, in quanto elemento sedimentato della rete idrica locale che con la vegetazione spontanea ripariale arricchisce il contesto”. 

«ROGGIA VALLONARA E MAROSTICANA»

Il tratto del corso d'acqua «Roggia Vallonara e Marosticana» ricade nel Comune di Mason Vicentino, in Provincia di Vicenza.

Lo scorso 30 novembre 2018, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza aveva proposto anche per l’area del tratto del corso d’acqua «Roggia Vallonara e Marosticana» alcune osservazioni favorevoli alla dichiarazione di rilevanza paesaggistica. “I tratti vincolati – sottolineava la Soprintendenza - conservano ancora caratteri rilevanti di interesse quali argini naturali, anche con presenza di filari alberati, flusso continuo, insediamenti di dimore storiche e abitazioni con tipici caratteri rurali”. 

Allo stesso modo si esprimeva la Commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Veneto “in quanto costituisce un elemento naturale legato alla presenza di risorgive che caratterizza il paesaggio esistente e ancora mantiene caratteri paesaggistici tuttora leggibili che la legano fortemente al contesto storico, agrario e naturalistico in cui è inserita”.

 

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