Giovedì 28 marzo 2019 alle 17, presso la Sala Macchia della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, si terrà la presentazione del libro di Giuliano Volpe “Il bene nostro. Un impegno per il patrimonio culturale” (Edipuglia Editore, 2019). L’evento si inserisce nel Ciclo Libri Aperti - Dialoghi sul Management Culturale promosso dalla Fondazione Scuole Beni e Attività culturali e dalla Biblioteca Nazionale centrale di Roma.

Un’iniziativa che vuole essere, così come il Ciclo Classi Aperte organizzato dalla Fondazione, un momento di approfondimento di temi importanti legati alla gestione del patrimonio culturale, da condividere con una platea di ospiti e addetti ai lavori, oltre che con i partecipanti del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020. Vuole altresì essere un momento di apertura al pubblico interessato a questo settore e a tutti gli utenti della Biblioteca.

A introdurre e moderare l’evento ci sarà Carla Di Francesco, Direttore della Fondazione e già Segretario Generale MiBAC. Giuliano Volpe, Docente di Archeologia cristiana e medievale all’Università di Foggia e già Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, parlerà del proprio libro con Stefano Casciu, Direttore del Polo Museale della Toscana, e con Daniele Manacorda, Docente dell’Università degli Studi Roma Tre.

Prendendo le mosse dalla sua esperienza, tra il 2014 e il 2018, di Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici del MiBAC, organo al quale ha attribuito un ruolo particolarmente attivo nella recente fase della radicali riforme del patrimonio culturale, Giuliano Volpe affronta nel libro una serie di temi, sui cui è intervenuto in vario modo negli scorsi anni e continua a fare sentire la sua autorevole voce: le soprintendenze uniche, i musei autonomi e il sistema museale nazionale, il paesaggio e il turismo culturale, la Convenzione di Faro e la partecipazione dei cittadini, la formazione e la ricerca, le professioni dei beni culturali e il lavoro, l’archeologia pubblica e la gestione dal basso, l’accesso ai dati e la liberalizzazione delle immagini, e molti altri temi ancora dell’articolato e complesso mondo del patrimonio culturale. Questo libro è, soprattutto, la testimonianza viva di un ininterrotto impegno militante e di una forte passione culturale e civile da parte di un archeologo che ha sempre associato la didattica e la ricerca universitaria alla politica culturale.

 

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