L’Unione europea considera “sempre più probabile” lo scenario di una Brexit senza accordo e ha portato a termine i preparativi per far fronte a un eventuale no-deal. Tra i provvedimenti di preparazione a una Brexit senza accordo, Bruxelles ricorda di avere adottato misure di emergenza che riguardano vari settori, dalla sicurezza sociale ai servizi finanziari fino ad arrivare al bilancio dell’Ue (in fase di adozione definitiva): in caso di uscita senza accordo, l'Ue sarà in condizione di onorare i propri impegni e di continuare a effettuare pagamenti nel 2019 ai beneficiari del Regno Unito per le decisioni e i contratti firmati anteriormente al 30 marzo 2019, purché il Regno Unito onori i suoi impegni nell'ambito del bilancio 2019 e accetti i necessari controlli e audit.

ERASMUS+

Per quanto riguarda Erasmus+, gli studenti e i tirocinanti all'estero che partecipano al programma al momento del recesso del Regno Unito possono completare gli studi e continuare a ricevere i relativi finanziamenti o borse di studio. Tale regolamento dovrebbe applicarsi agli studenti dell’istruzione superiore, ai tirocinanti e agli studenti dell’istruzione e formazione professionale, ai giovani che partecipano ad attività di apprendimento non formale, al personale del settore dell’istruzione e della formazione, alle persone attive nell'animazione socio-educativa. Va però sottolineato che il regolamento riguarda unicamente gli scambi formativi iniziati prima della data del recesso.

Cosa succede invece se si ha in programma di frequentare come studente Erasmus+ un’università del Regno Unito dopo il recesso? “Questo progetto di scambio formativo può subire ripercussioni”, avverte la Commissione europea sottolineando però di aver presentato “una proposta legislativa che, se adottata, permetterebbe all’UE di continuare a finanziare le attività Erasmus+ nel Regno Unito nel 2019. La possibilità di studiare a titolo di Erasmus+ dipenderà da un certo numero di fattori, ad esempio dalla condizione che il Regno Unito continui a contribuire al bilancio europeo nel 2019, dalle organizzazioni ospitanti del Regno Unito (l’università in questo caso) e dalla data in cui tali attività terminano (entro il 31 dicembre 2019 o successivamente)”.

EUROPA CREATIVA

Simile lo scenario per quanto riguarda Europa Creativa, nel caso in cui un’organizzazione partecipi a un progetto culturale in corso, finanziato dal programma, che comprende un partner del Regno Unito. Il progetto può continuare dopo la data del recesso? “Il progetto di cooperazione potrebbe subire ripercussioni, poiché a decorrere dalla data del recesso il partner del Regno Unito non sarà più ammissibile a partecipare al programma Europa creativa – fa sapere la Commissione europea -. La Commissione ha però presentato una proposta legislativa per gestire tale situazione. Se la proposta sarà adottata e se il Regno Unito soddisferà certe condizioni il progetto potrebbe continuare ad essere finanziato nel 2019”.

BREXIT, A CHE PUNTO SIAMO?

Mentre l’Unione europea si prepara a un’uscita del Regno Unito senza accordo, in Gran Bretagna si vivono ore drammatiche: a una manciata di giorni dal 29 marzo non si trova ancora una via di uscita condivisa per la crisi innescata dalla Brexit. A seguito della richiesta della premier britannica Theresa May, il 21 marzo il Consiglio europeo ha concordato di prorogare la data dell'uscita del Regno Unito al 22 maggio, a condizione che l'accordo di recesso sia approvato dalla Camera dei comuni entro il 29 marzo. In caso di mancata approvazione entro questa data, il Consiglio europeo ha accettato una proroga fino al 12 aprile. In questo scenario, il Regno Unito dovrebbe indicare la via da seguire prima di tale data. Ciò significa che, se l'accordo di recesso non sarà ratificato entro venerdì prossimo, il 12 aprile il Regno Unito potrebbe uscire senza un accordo. Oggi la May ha ammesso di non avere il “sostegno sufficiente” per proporre il terzo voto sul suo piano per la Brexit, già bocciato due volte. Esclusa definitivamente, inoltre, l’ipotesi di un secondo referendum, nonostante la manifestazione pro-Remain a Londra e le oltre 5 milioni di firme raccolte online.

 

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