L'Associazione Nazionale Archeologi è stata ricevuta dal Gruppo della VII Commissione permanente "Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport" del Movimento 5 Stelle, nell'ambito di una serie di incontri programmatici con le principali associazioni del settore. All'incontro erano presenti le senatrici Margherita Corrado, Danila De Lucia e la capogruppo Bianca Laura Granato. Al centro dell’incontro il disegno di riorganizzazione del ministero, oggetto di una recente presentazione da parte del ministro Bonisoli; la riforma del codice degli appalti e dei provvedimenti ad essa connessi inerenti i beni culturali; l’imminente riforma del codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.  

"Ringraziamo il Movimento 5 Stelle – ha dichiarato Salvo Barrano, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi - per aver mostrato attenzione alle nostre posizioni, è un atteggiamento di apertura e interlocuzione che dovrebbe caratterizzare ogni forza politica. Ci rende inoltre molto fiduciosi la disponibilità dichiarata dalle Senatrici del Movimento 5 Stelle a recepire e sostenere in Parlamento e nelle altre sedi di discussione la proposta avanzata dall’Associazione Nazionale Archeologi sulla modifica dell'art. 28 del “Codice Beni Culturali e del Paesaggio”, già oggetto di una nostra mozione congressuale che verrà nuovamente ripresentata e rafforzata nel prossimo congresso nazionale, in programma a Roma il prossimo 13 aprile. Abbiamo già avuto modo – ha commentato Barrano - nelle scorse settimane di presentare la proposta anche al Gabinetto del Ministro Bonisoli e abbiamo colto segnali molto incoraggianti anche dal Governo. Qualora fosse portata a termine la modifica consentirebbe di dare finalmente effettiva e concreta applicazione alla Convenzione internazionale per la Protezione del Patrimonio Archeologico, sottoscritta a La Valletta nel 1992 e ratificata dall’Italia nel 2015, mettendo al centro il concetto di compliance-driver archaeology e di un'archeologia al servizio della pianificazione territoriale".  

“Si tratterebbe – ha aggiunto Barrano - di una misura storica per l’archeologia italiana: introducendo il concetto di fattibilità archeologica preliminare anche in ambito privato, in un paese come l'Italia si avrebbe un immediato miglioramento della pianificazione territoriale e, attraverso una seria progettazione degli interventi - si supererebbe una volta per tutte la cattiva prassi dell'archeologia d'emergenza, che negli ultimi quarant'anni ha fatto proliferare i contenziosi con le amministrazioni, la moltiplicazione delle varianti progettuali e i ritardi, con aumento dei costi per i cittadini italiani. Da non trascurare – ha concluso Barrano - l'importanza di una tale misura sul piano delle ricadute occupazionali”.

 

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