Venerdì 29 marzo alle 16,30 l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia presenterà il suo archivio fotografico, un patrimonio di circa 160mila foto e di 2000 tra pellicole e nastri per quanto riguarda l’archivio audiovisuale. L’evento si terrà nella sala conferenze "Diego Carpitella" presso l'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia (Piazza Guglielmo Marconi, 10 – Roma).

Nel corso dell'incontro saranno illustrati i nuclei principali dell'Archivio, le metodologie adottate per una prima archiviazione e le categorie iconografiche emergenti, attraverso l'analisi degli elementi figurativi che compongono le singole l'immagine.

“Stiamo intervenendo sul nostro archivio fotografico con un importante lavoro di catalogazione e digitalizzazione, finanziato con i fondi dell’8x1000”, ha spiegato ad AgCult Leandro Ventura, direttore dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia. “L’occasione è importante proprio perché si presenteranno i primi risultati della digitalizzazione”.

“Stiamo arricchendo l'archivio grazie anche al lavoro di due fotografi che lavorano con noi, Massimo Cutrupi e Roberto Galasso. Un archivio – ha concluso Ventura - che vorremmo diffondere anche ai non esperti e metterlo a disposizione - tramite web - dei semplici curiosi”.

L’ARCHIVIO

Negli ultimi anni l'Archivio si è impreziosito di ulteriori acquisizioni diventando, in termini quantitativi e qualitativi, giacimento e fonte di primaria importanza per lo studio dell'uomo dal punto di vista sociale e culturale. La fotografia, com'è noto, fin dalla sua nascita si è affiancata a molte discipline scientifiche, per farsi ben presto anche strumento di verifica diretta e concreta in ambito demoetnoantropologico.

 

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