“Il contenuto della Convenzione di Faro è ovviamente condivisibile: parliamo del valore del patrimonio culturale e della possibilità di considerarlo come parte integrante dell’identità nazionale, il diritto al patrimonio culturale, lo sviluppo sostenibile, il dialogo e le aperture tra culture. Questi sono princìpi che noi cerchiamo di inserire quotidianamente nella nostra attività ministeriale”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, rispondendo a un’interrogazione di Alessandro Fusacchia sulle iniziative che il Mibac sta adottando per predisporre gli strumenti necessari all'attuazione della Convenzione.

“Aspetti come il dialogo tra le culture, il valore di quello che riguarda la diversità dei punti di vista e il rispetto dei punti di vista; il fatto di considerare una dignità ed un livello della cultura anche sovranazionale, che si possa rafforzare attraverso il dialogo, penso che queste siano tutte azioni che sono all’interno della nostra attività”, ha concluso il titolare del Collegio Romano. 

LO STOP AL SENATO

Sulla ratifica della Convenzione di Faro l’Aula di Palazzo Madama nelle scorse settimane ha votato a maggioranza la sospensione dell’esame del testo. A inizio marzo la conferenza dei capigruppo ha inoltre stabilito che per tutto il mese l’Aula non avrebbe affrontato il tema. Il testo, verosimilmente, tornerà in Commissione Esteri per un ulteriore esame che vedrà al centro dei lavori una serie di audizioni (non molte) che coinvolgano istituzioni nazionali e internazionali che hanno vissuto in maniera attiva la nascita della Convenzione.

#SIPUO'FARO

Sempre nelle scorse settimane il direttore del Museo etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo, dopo l’ennesimo slittamento della ratifica da parte del Senato, ha lanciato un hashtag (#sipuòFaro) – rilanciato da diversi esponenti della società civile - nella speranza che i parlamentari approvino un testo “che potrebbe cambiare molto la percezione del patrimonio nel nostro paese, a livello dei cittadini e non soltanto a quello dei professionisti”.

 

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