Dai documenti presenti agli atti e di cui è in possesso il Ministero per i Beni culturali, le caratteristiche di affidabilità e competenza che la legge richiede “sono effettivamente in capo all’associazione” a cui è affidata la concessione della Certosa di Trisulti in provincia di Frosinone, la Dignitate Humanae institute. “Anche se, non le nascondo, che andando a vedere il progetto culturale che era stato proposto io personalmente ho riscontrato degli elementi quasi oscurantisti e onestamente lontani anni luce da quella che è la mia sensibilità. Non so se a suo tempo  avessimo partecipato alla selezione come sarebbe andata però è andata come è andata. Siamo in democrazia, compito del ministero è dare anche spazio a chi non ha necessariamente le nostre sensibilità e le nostre idee”.

Così il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, in merito all’interrogazione a risposta immediata presentata dai deputati Nicola Fratoianni e Federico Fornano (LeU) sulla concessione in uso della Certosa di Trisulti. “Oggetto della concessione è un bene culturale, oltre che un bene demaniale, per cui ogni suo utilizzo che sia incompatibile con il valore che esso esprime sarà oggetto di apposita e sollecita valutazione ai fine della risoluzione o disdetta possibile della concessione”. 

IL PROCESSO DI AFFIDAMENTO

Il Ministro Bonisoli ripercorre, nel corso nella risposta all’interrogazione, il percorso di affidamento in concessione del bene. “Molto è stato già detto a suo tempo dal sottosegretario Vacca e mi permetto di fare solo qualche aggiunta informativa al riguardo. L’intera operazione iniziò nel giugno del 2017 e la concessione è datata 14 febbraio del 2018. Essa rispondeva ad un bando che aveva l’intento di individuare associazioni e fondazioni dotate di personalità giuridica e senza fine di lucro alle quali concedere in uso beni immobili del demanio culturale dello Stato per l’utilizzo dei quali non era corrisposto alcun canone e che fossero in condizioni di degrado”. 

“La concessione d’uso – ricorda il titolare del Collegio Romano - va intesa come finalizzata alla realizzazione di un progetto di gestione del bene che ne assicuri la corretta conservazione nonché l’apertura e la fruizione per la migliore valorizzazione al pubblico, questo rammento è una delle missioni istituzionali che deve svolgere questo Ministero”. Ricordando che il Mibac può sempre disporre accertamenti in merito all’osservanza delle prescrizioni, Bonisoli conferma “che quanto detto dal rappresentante legale purtroppo non risulta da nessuna parte nella documentazione quindi è tutto da dimostrare”. 

“Le assicuriamo – conclude - che avremo un’attenta vigilanza sulla gestione dell’Abbazia e sul rispetto del valore architettonico e culturale del sito”.

 

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