“Il 28 marzo è all’ordine del giorno della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Province autonome un’ipotesi d’intesa (sugli elenchi delle professioni dei beni culturali, ndr) che dovrebbe rappresentare un punto di svolta nell’interlocuzione tra queste amministrazioni, dopodiché dovrebbe passare alle Commissioni e dovremmo essere a posto”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli rispondendo in aula alla Camera a un’interrogazione della deputata M5S, Rosa Alba Testamento. Nell’interrogazione si evidenziava come a 5 anni dalla modifica del Codice dei Beni culturali (con cui erano state riconosciute le figure professionali di archeologo, archivista, bibliotecario, demoetnoantropologo, storico dell'arte, antropologo fisico, esperto di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali) “non sono stati ancora redatti i decreti attuativi contenenti i criteri per la definizione dettagliata dei requisiti professionali di ogni categoria”. 

Di questi elenchi, ha ricordato Bonisoli, “uno lo abbiamo già portato avanti, quello dei restauratori, ne avanzano sette”. È anche vero, ha sottolineato il ministro, che “questo non copre tutte le professioni di un settore che è in continua evoluzione. Una volta firmati questi decreti, sarà nostra cura mettere in atto dei tavoli tecnici che porteranno all’allargamento delle professioni che saranno oggetto degli elenchi nazionali”. 

LE ALTRE PROFESSIONI

Infatti, anche nell’interrogazione si sottolineava come “l'evoluzione del settore dei beni culturali ha portato alla nascita di nuove figure professionali, non previste dalla legge e di fatto ancora ignote al legislatore, ma da diversi anni operative e formate sul campo, come: l'educatore museale, il tecnico museale e divulgatore per i beni naturalistico-scientifici, l'esperto di informatica per i beni culturali, il paleontologo”.

Con la mancata emanazione dei decreti attuativi si impedisce di fatto “la realizzazione degli elenchi nazionali previsti dalla legge, imprescindibili per la regolamentazione delle varie professioni e l'eliminazione delle attuali ambiguità e zone d'ombre”.

 

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