Per materie complesse come tutte quelle che riguardano lo spettacolo dal vivo sarebbe stato impossibile scrivere i decreti attuativi in appena sei mesi. Lo ha ribadito il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, in un’intervista rilasciata in occasione della XV edizione delle Buone Pratiche del Teatro, iniziativa della Associazione Culturale Ateatro a cura di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino. Per quanto riguarda il riordino e la tutela del lavoro nel settore dello spettacolo, ha inoltre aggiunto il ministro, "dalle promesse si passerà ai fatti”.

Il mondo del teatro si aspettava una proroga dei termini per i decreti attuativi del Codice dello spettacolo, i cui termini sono scaduti a dicembre. Si è invece optato per una legge delega nuova. Perché questa scelta? Cosa intende mantenere e cosa cambiare del Codice dello Spettacolo? “Un disegno di legge delega non può essere prorogato”, spiega Bonisoli. “Abbiamo provato a trovare una soluzione che consentisse di risparmiare tempo ma nelle pieghe dei regolamenti non abbiamo trovato nulla. I decreti attuativi non si sono fatti perché quando sono arrivato a giugno inoltrato, dei decreti attuativi non era stata scritta neanche una riga e non avremmo mai potuto scrivere - per materie complesse come tutte quelle che riguardano lo spettacolo dal vivo - i decreti in appena sei mesi”.

Per quanto riguarda le priorità in materia di spettacolo, Bonisoli spiega: “Il teatro fa parte della tradizione culturale italiana a pieno titolo, ed è dunque fondamentale che viva, e non che sopravviva. So anche che tranne qualche rarissima eccezione, senza lo Stato il teatro non si salva. Credo che una cultura popolare come questa debba diventare più diffusa in ogni territorio. Per questo, tra i miei obiettivi c’è un’attenzione particolare alle strutture teatrali medie e piccole”.

Sulla riforma del Fus – e sugli indirizzi principali che vorrebbe varare - spiega: “Ho già qualche idea ma devo rispettare il Parlamento che sta approfondendo l’argomento. In Senato è in via di conclusione un’indagine conoscitiva sul Fus: presto sarà resa nota la relazione, su questo lavoreremo per riscrivere l’algoritmo, ma ci dedicheremo anche a rivedere qualche parametro. Fermo restando che una quota di discrezionalità, visto l’ambito di cui parliamo, deve necessariamente rimanere”.

Il Codice dello Spettacolo infine dedicava un passaggio al riordino e alla tutela del lavoro nel settore, “e anche questa è una priorità nella mia agenda. Nei giorni scorsi ho incontrato i sindacati dello spettacolo dal vivo e ho annunciato loro come intendo muovermi per risanare un problema annoso. Dai loro contenuti successivi all’incontro ho avuto l’impressione che siano usciti molto soddisfatti, ma lo saranno ancora di più quando scopriranno che dalle promesse si passerà ai fatti”, ha concluso il titolare del Collegio Romano.

 

Articoli correlati