E’ il programma degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa ad aggiudicarsi la XIII edizione del premio europeo Carlo V, conferito dalla Fondazione Accademia Europea di Yuste a persone, organizzazioni, progetti o iniziative che “con il loro sforzo e dedizione hanno contribuito alla conoscenza e alla diffusione dei valori culturali, scientifici, storici dell’Europa, così come al processo di unificazione dell’Unione europea”. E’ la prima volta nella storia del Premio, che il riconoscimento non viene assegnato a una persona, ma a un programma. La cerimonia di premiazione si terrà il 9 maggio, Festa dell’Europa, al monastero di Yuste con la partecipazione del Re Felipe VI di Spagna.

ITINERARI CULTURALI: UNA GARANZIA DI ECCELLENZA

La giuria del Premio ha scelto gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa perché “mettono in pratica i valori che tutti condividiamo nell’Unione europea, come i diritti umani, la diversità culturale e il dialogo interculturale”, ha detto Rosa Balas, presidente della Fondazione Accademia di Yuste. Gli itinerari culturali uniscono regioni, città e cittadini attorno a progetti comuni che viaggiano attraverso i Paesi dentro e fuori l’Unione europea, rafforzando così “l’immagine dell’Europa, la sua posizione all’estero e le sue relazioni con il resto del mondo”, ha detto ancora Balas sottolineando che attraverso le sue attività, il progetto sviluppa risorse per il turismo responsabile e lo sviluppo sostenibile e “contribuisce al processo di integrazione europea attraverso la storia, la cultura, il patrimonio e la cittadinanza attiva”. “La certificazione come itinerario culturale del Consiglio d’Europa è una garanzia di eccellenza”, ha concluso Balas.

IL PROGRAMMA DEGLI ITINERARI CULTURALI

Il programma degli Itinerari culturali (DG Democrazia) è stato avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987 con la dichiarazione di Santiago de Compostela. Attualmente sono 33 gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa, con temi molto diversi che illustrano la memoria, la storia e il patrimonio europeo e contribuiscono a interpretare la diversità dell'Europa di oggi.

 

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