Si terrà lunedì 15 aprile alle 11, presso Palazzo Ferrajoli di Roma, la conferenza di presentazione dei  risultati delle ricerche della missione archeologica in Kurdistan Iracheno condotta dal prof. Daniele Morandi Bonacossi dell’Università di Udine nell’ambito del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive. 

Oltre alle scoperte sulla battaglia di Gaugamela e Alessandro Magno, durante la conferenza, si porrà l’accento sul lavoro di valorizzazione dei primi acquedotti in pietra della storia,  la formazione di restauratori, l’allestimento del primo laboratorio di restauro al museo di Dahuk e la preparazione di un dossier di candidatura UNESCO per il parco archeologico dove insiste il sistema di irrigazione risalente a 3000 anni fa.

Parteciperanno alla conferenza l’ambasciatore della Repubblica dell’Iraq in Italia Ahmad Bamarni, il direttore della missione archeologica Daniele Morandi Bonacossi, Alessia Rosolen, assessore all’Istruzione della Regione Friuli Venezia Giulia, e Andrea Zannini, direttore del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Udine.

IL PROGETTO ARCHEOLOGICO TERRA DI NINIVE

Il “Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive” è un’ampia ricerca interdisciplinare condotta dalla “Missione Archeologica Italiana in Assiria” (MAIA) dell’Università degli Studi di Udine. Il progetto mira a studiare il paesaggio archeologico della regione di Dohuk, nel Kurdistan Iracheno, e a documentare, tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio archeologico di questa regione posta nell’entroterra dell’antica capitale dell’impero assiro, Ninive (odierna Mosul).

Attraverso la ricognizione archeologica di superficie di una regione di 3.000 kmq di estensione e lo scavo del sito di Tell Gomel (il sito dell’antica Gaugamela, dove Alessandro Magno sconfisse Dario III nel 331 a.C. e completò la conquista dell’impero persiano), il progetto mira a ricostruire la formazione ed evoluzione del paesaggio culturale e naturale di una regione cruciale dell’antica Mesopotamia fra preistoria ed età islamica. Il secondo obbiettivo di MAIA consiste nella documentazione, conservazione e gestione degli straordinari monumenti archeologici presenti nella regione di Dohuk.

Attraverso la stretta cooperazione con le autorità locali (Direzione Generale delle Antichità del Kurdistan, Direzione delle Antichità di Dohuk, Governatorato di Dohuk), la Task Force Iraq del Ministero degli Affari Esteri, l’UNESCO e il World Monuments Fund di New York, il progetto contribuisce in maniera determinante alla tutela e promozione dello straordinario patrimonio culturale della regione. Con la Direzione delle Antichità di Dohuk sarà progettato l’inserimento del vasto complesso archeologico nella “World Heritage Tentative List” dell’UNESCO.

LA “RIVOLUZIONE AGRICOLA” DI DOHUK

Questa regione, mai esplorata da alcuna missione archeologica moderna, fu uno dei principali teatri della “rivoluzione agricola”, che diede origine alla moderna economia produttiva e fu il centro politico e geografico dell’Assiria, il primo impero globale della storia. 

L’imponente sistema irriguo costruito fra VIII e VII sec. a.C. dal re assiro Sennacherib, con i suoi monumentali rilievi rupestri, canali e i primi acquedotti in pietra della storia è stato documentato in maniera digitale e tridimensionale ed è in corso di valorizzazione. 

 

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