Evidenziare le aree di intervento fondamentali per una politica del libro in grado di fare la differenza, affinché l’editoria europea continui a essere un esempio di eccellenza e di continua innovazione, nell’interesse di tutti i cittadini. Questo lo scopo del manifesto “Per una politica europea del libro”, redatto dalla Federation of european publishers (Fep) in vista delle elezioni del prossimo maggio e distribuito ai vari gruppi politici del Parlamento Ue.

Il manifesto è stato presentato all’interno di “Napoli Città Libro”, il Salone del Libro e dell’Editoria in corso nella città partenopea, dal responsabile delle Relazioni internazionali dell’Associazione italiana editori (Aie), Piero Attanasio e dal vicedirettore di Fep, Enrico Turrin. Il manifesto individua le aree d’intervento fondamentali per sostenere l’eccellenza, l’innovazione e la competitività del settore. Dalla valorizzazione del diritto d’autore, al sostegno della libertà di espressione, del pluralismo e della concorrenza, ai finanziamenti mirati per la ricerca e sviluppo, il manifesto delinea gli elementi essenziali per una politica europea del libro. 

ATTANASIO

“Il primo punto del manifesto si concentra sulla tutela e la valorizzazione del diritto d’autore che è la base dell’editoria. Dopo la vittoria ottenuta con la direttiva sul copyright non bisogna abbassare la guardia”, ha dichiarato Attanasio nel corso del suo intervento. “Chiediamo inoltre dei finanziamenti su aree che non sono coperte dal mercato. Così come è necessaria una promozione della lettura sostenendo la collaborazione tra iniziative locali, nazionali ed europee, ad esempio fra le varie fiere del libro”.

Attanasio ha poi sottolineato l’importanza del Bonus cultura varato in Italia. “E’ un esempio all’attenzione di molti paesi europei. Speriamo che il nostro Paese lo porti avanti perché sarebbe paradossale abbandonarlo mentre nel resto del continente viene apprezzato”. Inoltre, “va rafforzato il tessuto delle librerie, specie nei territori più deboli. Non si può fare una politica per il libro se non partendo dal Mezzogiorno. Nello stesso tempo servono investimenti nelle biblioteche pubbliche, scolastiche ed universitarie”. 

Tra i punti del manifesto, il sostegno alla libertà di edizione. “Vanno evitate restrizioni alla libertà contrattuale – spiega Attanasio -. Va difesa l’indipendenza degli autori nella creazione di contenuti per scuole e università. Così come va rispettato il diritto degli insegnanti a scegliere il materiale didattico. Va rafforzato il pluralismo nella cultura e nell’istruzione e contrastata la censura e le politiche che impongono il libro di testo unico”.

Altro aspetto evidenziato nel manifesto è quello riguardante la concorrenza e il pluralismo. “Bisogna stimolare la concorrenza anche riconoscendo che il prezzo finale non è l’unico criterio su cui basare le politiche antitrust – ha affermato Attanasio -. Vanno ridotti gli effetti derivanti dallo sviluppo di posizioni dominanti nel mercato digitale, va garantito che tutti gli operatori paghino le imposte in modo equo”. Nel contempo è necessario “incoraggiare l’interoperabilità dei contenuti e delle piattaforme, evitando di vincolare i consumatori a sistemi proprietari. Abbattere le barriere alla concorrenza generate dalle piattaforme online, quali i legami forzati tra negozi online e dispositivi di lettura, e consentire la portabilità dei contenuti tra più piattaforme”. Infine, rimarca Attanasio, “serve garantire un enforcement solido ed efficace delle norme e impedire la concorrenza sleale delle piattaforme che offrono contenuti senza remunerare gli autori e gli editori”.

TURRIN

“A Bruxelles lavoriamo affinché le politiche europee siano favorevoli per il settore editoriale. Negli ultimi mesi abbiamo avuto risultati positivi, la settimana scorsa è stata approvata la norma sul diritto d’autore”, ha detto in collegamento video il vicedirettore di Fep, Enrico Turrin che ha ricordato come il programma di Europa creativa 2021-2027 “include un ramo specifico per il settore editoriale” e ora si tratta “di avere un budget  adeguato ma questo lo scopriremo nei prossimi mesi”.

Turrin ha poi invitato gli editori stessi a presentare una serie di suggerimenti. “Quali sono i punti che vorreste che il progetto Europa Creativa finanziasse? E’ importante che siate voi ad avanzare delle proposte su come l’Europa debba spendere i soldi nel settore del libro”. 

 

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