In sei mesi, "un tempo record per l’Italia", è stata portata a compimento la prima fase del progetto del Museo del Design della Triennale di Milano. Adesso si passa alla fase due che prevede, grazie anche a un finanziamento di 10 milioni di euro da parte del Mibac, un allargamento degli spazi dedicati all'esposizione recuperando delle zone sotterranee dell’edificio in modo coerente e a regola d’arte. Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del Museo del Design Italiano che, al piano terra della Triennale nel suggestivo spazio della Curva, presenta per la prima volta in un allestimento permanente una selezione dei pezzi più iconici e rappresentativi del design italiano, parte dei 1600 oggetti della Collezione di Triennale. E questo progetto consente di puntare in alto. “Le nostre ambizioni devono essere mondiali - ha spiegato Bonisoli -, possiamo tranquillamente giocarcela tra le prime tre o quattro realtà al mondo, abbiamo tutta la competenza per farlo”.

“Oggi è una bella giornata” ha esordito il ministro nel suo discorso di saluto. “Celebriamo infatti qualcosa di estremamente positivo che è accaduto”. Ringraziamenti, non solo dovuti, in particolare al presidente della Triennale Stefano Boeri perché “non più di 6 mesi fa cominciammo a ragionare e fu lui a spingere questa idea che la Triennale potesse avere al suo interno un museo del design permanente”. Il design, secondo Bonisoli, è qualcosa “di vivo, in continua trasformazione, difficile da ingabbiare. Il design si rappresenta per immagini più che a parole”. A Milano, tuttavia, “almeno un pezzo di design è possibile storicizzarlo". E “questo ragionamento poteva esprimersi in una forma permanente che a Milano mancava”. 

IL PROTOCOLLO

In mattinata è stato firmato un protocollo di intenti per la valorizzazione del Sistema museale del Design milanese all'interno di quello nazionale tra il Ministero per i Beni e le Attività culturali, Regione Lombardia e Comune di Milano. Si tratta del frutto di un lavoro preparatorio teso a salvaguardare sia il nascente Museo del Design, sia la storica collezione di ADI e del Compasso d'Oro, destinata, a sua volta, a essere ospitata in un museo attualmente ancora in cantiere, dal quale è nata anche l'Associazione Musei Design. L’accordo, di durata quinquennale, individua nelle seguenti linee di azione le sue maggiori priorità: favorire progetti culturali mirati a promuovere la valorizzazione dei musei del design, in stretta connessione con il territorio; favorire l’integrazione dei musei del design nel sistema museale nazionale; favorire la partecipazione dei musei del design alle campagne e alle iniziative promosse dalle Parti; promuovere, anche attraverso iniziative congiunte in ambito nazionale e internazionale, il patrimonio di creatività dei musei del design e i valori espressi dalla cultura del design in quanto parte integrante del patrimonio culturale italiano e fattore propulsivo dello sviluppo sociale ed economico del Paese; favorire il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati nelle attività finalizzate all’attuazione del presente protocollo.

LA SEDE DEL MUSEO

Il ministro ha poi ricordato il valore del luogo che accoglierà il Museo del Design. “Triennale non è solo un posto fantastico. Stiamo parlando di un luogo di produzione culturale, di ricerca e di proposte che faranno parte dell'essenza stessa del museo”. Anche se oggi viene inaugurato il museo si è già al lavoro per la seconda fase. “Gli spazi adeguati non sono ancora adeguati, manca qualche migliaia di metri quadrati, ma ci siamo già attivati. Abbiamo stanziato 10 milioni ed è questione di giorni per renderli disponibili. Finanzieremo il progetto e la sua seconda fase”. Con un intervento ipogeo “recupereremo delle zone sotterranee in modo coerente così che potremo andare alla seconda tappa del museo. Ci vorrà del tempo, c'è sempre un po' di burocrazia da fare. Dobbiamo fare le cose fatte per bene: la dotazione, le energie e le competenze ci sono. E soprattutto c'è un'armonia istituzionale perché fin dall'inizio del progetto ci siamo mossi all'unisono, non siamo d'accordo su tutto, ma su questo progetto abbiamo capito che era interesse di tutti” raggiungere il risultato “in tempi brevissimi”.

 

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