Chi ben inizia, è a metà dell'opera. Un detto popolare azzeccatissimo per ricordare come l'educazione e l'amore per la lettura siano qualcosa da coltivare fin da piccoli, anche se poi – e non va dimenticato - un'altra età critica è quella dopo la fine delle scuola.

Empoli, dal 2018 "Città che legge", si prepara alla seconda edizione di Leggenda: un festival della lettura e dell'ascolto rivolto a bambini e ragazzi appunto da zero a 14 anni, ma anche alle famiglie, agli insegnanti, ad educatori, esperti e tutti gli amanti delle storie e della lettura, con incontri con autori, laboratori, mostre, luoghi magici, una mostra mercato del libro. L'evento è stato presentato oggi: l'appuntamento è da giovedì 16 a domenica 19 maggio, coinvolte la biblioteca, associazioni, e librerie cittadine.

Non leggere è un problema. E' un problema anzitutto di cultura civile, ricorda la vice presidente della Toscana Monica Barni presente alla presentazione. Se non si legge infatti, spiega, non si hanno gli strumenti per capire appieno il mondo attorno. Non leggere può poi diventare anche un problema economico e produttivo.

Per questo la Regione Toscana ha scelto di aiutare i festival, le piccole case editrici e di lanciare lo scorso novembre un patto per la lettura discusso con i territori. Leggere, rimarca ancora la vice presidente e assessore alla Cultura Barni, è un valore sociale e civile da sostenere: l'obiettivo deve essere quello di ampliare il pubblico dei lettori, consolidando l'abitudine a leggere fin dalla nascita e avvicinando coloro che oggi non leggono e lo si fa con un'azione coordinata, di sistema e che continua nel tempo, coinvolgendo tutti i soggetti del mondo della lettura. Per questo serve un patto: una strada da battere già individuata con il progetto "Leggere in Toscana", con cui la Regione ha deciso e provato a mettere insieme tutte le biblioteche e le dodici reti documentarie a cui appartengono, le associazioni di editori Cna e Aie, le librerie indipendenti anche per ragazzi, il Centro per il libro e la lettura del Mibac, il centro regionale servizi per le biblioteche ragazzi in Toscana, l'ufficio scolastico regionale, ma anche gli assessorati all'istruzione e alla sanità della Regione perché si legge a scuola e si legge (o si può leggere e si possono raggiungere potenziali lettori) anche all'ospedale o nelle sale di attesa degli ambulatori, oppure coinvolgendo associazioni culturali e di volontariato o supermercati e centri commerciali.

Serve un'alleanza, conclude la vice presidente, affinché la lettura diventi un'abitudine sociale quotidiana: leggere libri e conoscere, sono le chiavi per comprendere i propri diritti e doveri. Purtroppo in Italia si legge poco e soprattutto si legge sempre meno dopo aver concluso il percorso scolastico, quando cioè leggere diventa una scelta e non più un obbligo.

 

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