In lieve aumento la partecipazione culturale rispetto al 2017: nel 2018 fanno registrare un incremento in termini di partecipazione le visite a musei e siti archeologici, la partecipazione a concerti di musica diversa da quella classica. Continua, invece, la diminuzione della fruizione di spettacoli cinematografici. E’ quanto emerge dal report dell’Istat “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”.

Le famiglie italiane hanno destinato nel 2016 a consumi culturali e ricreativi il 6,8% della loro spesa, un valore decisamente inferiore alla media Ue (8,5%). È stabile al 40,6% la quota di lettori di libri nel 2018. La lettura di libri si conferma prerogativa dei giovani e delle donne (64,0% per quelle tra i 15 e i 17 anni). Cresce l’uso della rete per accedere ai libri in formato digitale, i 18-19enni si confermano i maggiori utilizzatori (18,5%).

Il Mezzogiorno registra una minore propensione alla lettura, con l’eccezione della Sardegna che ha una quota di lettori più alta della media nazionale. I quotidiani a stampa continuano a perdere lettori ma cresce la lettura via web di giornali, informazioni e riviste, soprattutto tra i giovani 20-34enni.

Su scala europea l’utilizzo della rete finalizzato alla fruizione di contenuti culturali vede l’Italia in ultima posizione, preceduta da Romania e Bulgaria.

Aumentano le visite a musei e siti archeologici e la partecipazione a concerti di musica diversa da quella classica. Continua, invece, a ridursi la visione di spettacoli cinematografici. A livello territoriale, i residenti nel Centro-nord usufruiscono di più degli spettacoli/intrattenimenti fuori casa rispetto agli abitanti nel Mezzogiorno.

IL REPORT NEL DETTAGLIO

La spesa delle famiglie per consumi culturali rappresenta uno degli indicatori chiave individuati dall’Unione europea per la valutazione delle politiche per lo sviluppo delle condizioni di vita e del welfare nel lungo termine. Le famiglie italiane nel 2016 destinano alla spesa per ricreazione e cultura mediamente il 6,8% della spesa complessiva per consumi finali. LIBRI Nel 2018 rimane stabile la quota di lettori di libri e tra chi legge, quasi la metà, lo fa al massimo per 3 libri all'anno. La lettura di libri è prerogativa dei giovani (11-19enni) e delle donne. Nel 2017 il 38,3% dei libri stampati è diffuso anche in formato e-book, ma solo l'8,6% degli utenti di internet utilizza la rete per accedere ai libri in formato digitale. I giovani di 18-19 anni sono i maggiori utilizzatori del web per quest’attività.

QUOTIDIANI

Prosegue anche nel 2018 la riduzione della quota di lettori di quotidiani. Gli uomini e gli adulti sono i maggiori lettori di giornali. Rispetto al 2017, la percentuale di individui che leggono giornali, informazioni e riviste su Internet aumenta da 32,3% a 35,3%. Il fenomeno è più diffuso tra i maschi e nella classe di età 20-34 anni (oltre il 50%). L'ITALIA E LE SUE REGIONI La quota di spesa per ricreazione e cultura presenta una certa variabilità territoriale. Nel 2016 il valore più elevato della spesa per beni e servizi a carattere culturale si osserva nel Nord-ovest, dove rappresenta circa il 7,4% della spesa complessiva per consumi finali.

Nelle regioni del Centro il valore è pari al 6,6% e scende al 5,7% nel Mezzogiorno. Tra il 2001 e il 2016, la quota di spesa destinata dalle famiglie ai consumi culturali si è ridotta in Italia di 0,5 punti percentuali. La tendenza è generalizzata nelle ripartizioni territoriali e nelle regioni. Nel 2018 le regioni del Mezzogiorno, rispetto a quelle del Centro-Nord, evidenziano una minore propensione alla lettura di libri: solo la Sardegna fa eccezione registrando una quota di lettori superiore alla media nazionale. L’area del Paese in cui l'uso della rete per leggere o scaricare e-book è più diffuso è il Nord-ovest (10,4%), mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 6,6%.

Le regioni in cui l’uso delle rete per leggere o scaricare e-book è meno diffuso sono la Sicilia e la Calabria. La lettura dei quotidiani coinvolge maggiormente i residenti al Nord. Tra le regioni meridionali, però, la Sardegna costituisce una eccezione: la quota di lettori supera quella di alcune regioni settentrionali, così come la quota dei lettori forti (5 o più volte a settimana). Il fenomeno dell'utilizzo di Internet per la lettura di giornali, informazioni e riviste è più diffuso al Centro-Nord che nel Mezzogiorno. I residenti nel Centro-Nord usufruiscono di più degli spettacoli/intrattenimenti fuori casa, rispetto agli abitanti nel Mezzogiorno. Il divario si attenua se si considera la partecipazione agli spettacoli sportivi, e la frequentazione di luoghi in cui ballare e del cinema, ma è rilevante per le visite a musei e monumenti.

L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

Il confronto internazionale mostra come la quota di spesa delle famiglie italiane destinata a consumi culturali (6,7%) sia decisamente inferiore alla media dei paesi Ue28 (8,5%) per l’anno 2017. I paesi che si collocano nella parte più bassa della graduatoria europea, sotto la media Italia, sono Grecia, Romania, Irlanda, Lussemburgo, Cipro e Portogallo. All’estremo opposto si trova un nutrito gruppo di paesi (tra cui Danimarca, Svezia, Finlandia, Slovacchia, Paesi Bassi) la cui spesa destinata a consumi culturali supera nel 2017 il 10%.

Per quanto riguarda l'utilizzo della rete finalizzato alla fruizione di contenuti culturali l’Italia, con il 39% di individui che nel 2017 leggono giornali, informazioni e riviste su Internet, occupa l'ultima posizione nella graduatoria europea. Sotto il 50% si trovano anche Bulgaria e Romania, mentre Lussemburgo e Svezia occupano il primo posto con una percentuale pari a 85%. Il valore medio per i 28 paesi Ue è pari al 61%.

 

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