“In Europa abbiamo fatto una battaglia durissima per il copyright che non limita la libertà d’internet, ma afferma che i grandi operatori che utilizzano i contenuti prodotti da altri devono pagare il dovuto e remunerare il lavoro creativo e culturale”. Lo ha detto l’europarlamentare Pd, Silvia Costa, intervenendo alla presentazione di Anica del primo rapporto “Cinema e audiovisivo: l’impatto per l’occupazione e la crescita in Italia” realizzato dal Centro Studi di Confindustria.

“La condizione fondamentale è che ci sia un ecosistema digitale audiovisivo europeo equilibrato – sottolinea Costa -. Su questo aspetto, purtroppo, il governo italiano era all’opposizione. Mi auguro che ci sia un ripensamento, però il dato di fatto è che tra gli otto paesi che si sono opposti nel Consiglio dei ministri al copyright c’è stato anche il nostro governo”. L’Europa, ha aggiunto l’esponente Pd, “ha un ecosistema, un modello sociale nel quale il lavoro non può essere sfruttato e deve essere reinvestito nella produzione di nuova cultura”. 

Costa si è soffermata “sull’apporto fondamentale fornito dall’audiovisivo e dal cinema nel valorizzare la ricchezza culturale”. E’ un comparto “industriale, economico, di innovazione e competitività, che nel momento in cui viene messa in crisi l’Europa è in grado di raccontarla in modo diverso”. Negli ultimi dieci anni, le istituzioni Ue “si sono rese conto che il settore è un asse centrale” e “si è arrivati a capire che l’Europa non può essere un attore globale se non è anche un soggetto di produzione culturale”.

Costa ha poi ricordato come il programma “Europa creativa”, approvato nelle scorse settimane, “prevede per i prossimi sette anni 2,8 miliardi di euro di cui 1,6 dedicati al programma media. Ora però i governi, compreso il nostro, devono accettare la proposta del Parlamento di Strasburgo”. La prossima legislatura europea non vedrà comunque protagonista l’esponente Pd. “Non mi ricandido alle elezioni europee”, ha infatti annunciato Costa che però ha poi precisato: “Questo non significa che abbandono il campo. Resto a disposizione per tutte le battaglie che puntano a mettere al centro la cultura”. 

 

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