Identificare e definire le linee di policy che istituzioni pubbliche e private devono adottare per far crescere in qualità e quantità il fundraising. Questo l’obiettivo del panel “Verso una politica nazionale del fundraising per la Cultura” che si è tenuto nell’ambito della giornata di studi sul fundraising per la cultura in Italia che si è tenuta a Roma presso la Sala Ottagona. Un evento dedicato interamente al sostegno dei privati per la cultura, organizzato dalla scuola di Fundraising di Roma insieme a ALES Spa (gestore dell’Art Bonus), ANCI, Centro per il Libro e la Lettura del MiBAC e la Direzione Generale dei Musei del MiBAC.

Al panel hanno preso parte, fra gli altri, Carolina Botti, direttrice di Ales, Antonella Pinna (Coordinamento tecnico della commissione Beni culturali della Conferenza delle regioni), Ledo Prato (segretario generale Associazione Mecenate 90), Leonardo Paulillo (desk cultura - Confindustria Puglia) e Flavia Cristiano (direttore Cepell - Mibac).

Per Antonella Pinna “la legge sull’Art Bonus è una cosa di cui il paese può andare fiero, è un’iniziativa che ha fatto fare un salto di qualità nel coinvolgimento delle persone e delle imprese nei consumi e nelle attività culturali”. Come coordinamento, ha aggiunto, “possiamo mettere insieme un gruppo di lavoro per creare una rassegna delle buone pratiche e diffonderle”.

“Come far crescere il fundraising della cultura in Italia?” si chiede invece Ledo Prato. “Oggi ci troviamo in uno scenario molto incoraggiante, l’Art Bonus è uno strumento straordinario, ma sarebbe utile declinare il suo accesso guardando all’insieme dell’Italia: sotto Roma è infatti uno strumento poco utilizzato, pensare di avere un modello di riferimento e di replicarlo meccanicamente in tutto il paese è un rischio dal quale dobbiamo tenerci lontani”.

Per Prato, inoltre, “non c’è un’attività di fundraising se non c’è la partecipazione di tutti, è un tema decisivo e forse preliminare per una campagna di fundraising”.

Paulillo ha invece sottolineato la necessità della co-progettazione, "che è quello che chiede il mondo delle imprese. Serve parlarsi, dialogare, anche attraverso un percorso di formazione congiunta. Questi aspetti nel settore culturale dovrebbero essere importantissimi, si tratta di cercare persone che abbiano a cuore l’interesse pubblico”. Paulillo conclude ricordando l’esempio di Perugia, che ha vinto il premio per il progetto Art Bonus dell’anno: “Art Bonus Perugia è un esempio da portare nelle scuole: ha coinvolto le persone, i gruppi di Facebook, e tutti insieme hanno contribuito al restauro dei beni culturali della città”.

 

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