Martedì 16 aprile approda alla Commissione Cultura del Senato lo schema di decreto ministeriale per la formazione di elenchi nazionali di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, esperti di diagnostica e di scienza e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell'arte. Questo schema ha già ricevuto il 28 marzo il via libera della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome. Tuttavia, gli elenchi in questione (il cui iter è iniziato 5 anni fa) non esauriscono le professioni che attualmente operano nell’ambito dei beni e delle attività culturali. Pertanto, come chiarito in varie occasioni anche dal ministro Alberto Bonisoli, c’è la disponibilità delle Amministrazioni statali e regionali a successive iniziative che integrino il sistema degli elenchi anche con riguardo alle professioni museali (una precisazione che è stata inserita anche nelle premesse del decreto). 

La 7a Commissione di Palazzo Madama (come del resto dovrà fare anche la VII Commissione della Camera) è chiamata ora a esprimere un parere prima che il decreto venga emanato, come prescrive la legge 22 luglio 2014, n.110 che ha modificato il Codice dei Beni culturali prevedendo appunto l’istituzione di questi elenchi. Questi elenchi, tuttavia, non costituiscono sotto alcuna forma albi professionali. Inoltre, precisa il decreto, l'assenza dei professionisti da tali liste non preclude in alcun modo la possibilità di esercitare la professione.

 

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