Il Consiglio dell'Unione europea ha dato oggi il via libera alla nuova direttiva sul diritto d'autore che “apporterà benefici concreti ai cittadini, ai settori creativi, alla stampa, ai ricercatori, agli educatori e alle istituzioni culturali”. Hanno votato contro l’Italia, l'Olanda, la Polonia, la Svezia, il Lussemburgo e la Finlandia. Si sono astenuti Belgio, Estonia e Slovenia.

La riforma adeguerà le norme sul diritto d'autore al mondo di oggi, dove i servizi di streaming musicale, le piattaforme di video su richiesta, gli aggregatori di notizie e le piattaforme di contenuti caricati dagli utenti sono diventati i principali punti di accesso alle opere creative e agli articoli di stampa. È stato proposto dalla Commissione nel settembre 2016 e votato dal Parlamento europeo nel marzo 2019.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Con l'accordo odierno, stiamo rendendo le norme sul diritto d'autore adatte all'era digitale. L'Europa disporrà ora di regole chiare che garantiranno un'equa remunerazione dei creatori, forti diritti per gli utenti e responsabilità per le piattaforme. Quando si tratta di completare il mercato unico digitale europeo, la riforma del diritto d'autore è il pezzo mancante del puzzle".

Valer Daniel Breaz, ministro rumeno della Cultura, ha aggiunto: “Sono molto lieto che abbiamo raggiunto un testo equilibrato, creando molteplici opportunità per i settori creativi europei, che prospereranno e rifletteranno meglio la nostra diversità culturale e altri valori comuni europei, ma anche per gli utenti, la cui libertà di espressione su Internet sarà consolidata. Si tratta di una pietra miliare per lo sviluppo di un mercato unico digitale solido e ben funzionante”.

IL DIBATTITO

Per la Polonia "questo testo non risponde al raggiungimento dell’obiettivo, che è quello di rafforzare il mercato interno, l’innovazione e la creatività o il sostegno agli investimenti. Si tratta di un regresso. In particolare siamo contrari all’articolo 15 della Direttiva, che può avere un impatto negativo sulla circolazione delle informazioni. La Polonia condivide anche la dichiarazione congiunta di Italia, Finlandia, Paesi Bassi e Lussemburgo contro questo testo”.

La Germania si è detta favorevole alla direttiva ma con la presentazione di un Protocollo. “La riforma comporta una serie di adeguamenti urgentemente necessari. Il Governo tedesco è però dispiaciuto che non si sia riusciti ad arrivare ad un sistema di responsabilità per le piattaforme di upload che possa convincere tutti”.

LA DIRETTIVA

La nuova direttiva darà impulso a un giornalismo di alta qualità nell'Ue e offrirà una migliore protezione per gli autori e gli artisti interpreti o esecutori europei. Gli utenti beneficeranno delle nuove norme, che consentiranno loro di caricare legalmente su piattaforme di contenuti protetti dal diritto d'autore. Inoltre, essi beneficeranno di maggiori garanzie legate alla libertà di espressione quando caricheranno video che contengono i contenuti dei titolari dei diritti, ad esempio meme o parodie. La direttiva sul diritto d'autore fa parte di un'iniziativa più ampia volta ad adeguare le norme Ue sul diritto d'autore all'era digitale.

PASSI SUCCESSIVI

Dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue, gli Stati membri disporranno di 24 mesi per recepire la direttiva nella legislazione nazionale. Le nuove norme sul diritto d'autore e le nuove norme che facilitano l'accesso transfrontaliero ai contenuti televisivi e radiofonici online saranno formalmente firmate mercoledì 17 aprile presso il Parlamento europeo a Strasburgo.

CONTESTO

Nel settembre 2016 la Commissione europea ha proposto, nell'ambito della strategia per il mercato unico digitale, di modernizzare le norme Ue in materia di diritto d'autore affinché la cultura europea fiorisse e circolasse. La riforma modernizza le norme europee risalenti al 2001, quando non esistevano i social media, i video on demand, i musei che digitalizzano le loro collezioni d'arte e nessun insegnante che offre corsi online.

Dalle indagini della Commissione nel 2016 è emerso che il 57% degli utenti di internet accede agli articoli di stampa attraverso i social network, gli aggregatori di informazioni o i motori di ricerca. Il 47% di questi utenti legge gli estratti compilati da questi siti senza cliccare. La stessa tendenza è stata osservata per l'industria musicale e cinematografica: Il 49% degli utenti di internet nell'Ue accede alla musica o ai contenuti audiovisivi online, il 40% di quelli di età compresa tra i 15 e i 24 anni guarda la televisione online almeno una volta alla settimana. Da allora questa tendenza è salita vertiginosamente.

 

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