Patrimonio culturale europeo, industrie culturali e creative, eredità culturale. Questi i temi affrontati nel corso della riunione informale dei ministri della Cultura dell’Ue che si è svolta il 15 e il 16 aprile a Bucarest. Durante la conferenza stampa di fine riunione, Valer Daniel Breaz, ministro della cultura e del patrimonio nazionale della Romania, insieme al commissario europeo alla Cultura, Tibor Navracsics, ha illustrato le conclusioni delle due giornate sostenendo come da esse siano emerse “buone idee, idee che saranno messe in pratica, ne sono sicuro”.

La riunione informale “ha affermato l’importanza di tenere il patrimonio culturale al centro delle politiche europee e di avere un canale di finanziamento separato per il settore delle industrie culturali e creative che generano nuove opportunità a livello europeo. I ministri della cultura hanno posto l’accento sull’importanza, in termini di cooperazione a livello europeo, nel campo della cultura. Abbiamo bisogno di mettere in atto un’ambiziosa strategia definendo nuovi obiettivi comuni”.

IL PATRIMONIO CULTURALE EUROPEO

L’Anno europeo del patrimonio culturale del 2018, ha sostenuto Breaz, “ha rappresentato una fonte inestimabile di ispirazione per gli Stati membri e un esempio di cooperazione a livello europeo per promuovere i nostri valori comuni”. Proprio in questo senso, ha continuato il ministro della cultura e del patrimonio nazionale rumeno si pone il programma della Presidenza rumena del Consiglio dell’Unione Europea che si concluderà il 30 giugno prossimo.

Approccio olistico al patrimonio, digitalizzazione e importanza dei giovani nel contesto europeo sono i tre grandi temi di approccio all’Europa perché “il patrimonio culturale europeo gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo sostenibile e inclusivo dell’Ue”. 

“Dobbiamo approfittare – ha spiegato Breaz – dell’impulso che il patrimonio culturale dell’Unione Europa sta ricevendo in questo momento”.

LE INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE

“Finanziare le industrie culturali e creative – ha poi spiegato il ministro rumeno - e puntare sull’innovazione” è, per i ministri europei della cultura, un elemento fondamentale e in questo senso occorrerà “adeguare i fondi destinati al settore per assicurare il suo sviluppo,  supportando cluster, reti transettoriali e creative hub. Dobbiamo porre l’accento sul ruolo dell’innovazione” soprattutto nel momento in cui essa si pone come “punto di incontro tra economia e arte”. 

Il ministro Breaz ha poi richiamato la grande importanza di promuovere le industrie cinematografiche europee, e di assicurare, nell’ambito della nuova direttiva sul settore audiovisivo, “la sua effettiva trasposizione visto che ha creato nuove opportunità per la cultura europea e a favore delle diversità culturali”. Stesso tipo di attenzione dovrà poi essere riposta, ha concluso Braez, nella “effettiva e rapida trasposizione della direttiva sul diritto d’autore, che permetterà un’accessibilità generalizzata ai contenuti culturali digitali nello spazio online, al fine di assicurare la giusta remunerazione”.

NAVRACSICS: L'IMPATTO A LUNGO TERMINE DELL'EUROPA

Evidenziando come il nuovo piano europeo per la cultura supporta il settore delle industrie culturali e creative, il commissario europeo alla Cultura, Tibor Navracsics, ha sottolineato come si stia facendo molto in questo senso. “Stiamo lavorando con gli Stati membri per raggiungere questi obiettivi. Al momento, sono stati siglati già 12 accordi con le banche in 9 paesi facendone beneficiare 8 mila imprese e molto deve ancora arrivare”. 

“Dopo il 2020 – ha continuato Navracsics - , abbiamo intenzione di fare di più, abbiamo proposto un budget di 1,85 milioni di euro per Europa Creativa che ci permetterà di sostenere lo sviluppo delle industrie culturali e creative. Abbiamo proposto di continuare Horizon 2020 (il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione, ndr) e di inglobarlo sotto il nuovo Horizon Europe Programme”. 

La riunione informale ha inoltre permesso ai ministri europei della cultura di “discutere dell’eredità del patrimonio culturale europeo nella stretta connessione esistente tra passato e presente”. Nel concludere il suo intervento e ringraziare i ministri europei della cultura, Navracsics ha sostenuto con forza la necessità di far comprendere come l’“Unione Europea ha un impatto nel lungo termine”.

 

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