Le proposte di legge in materia di promozione del libro e della lettura sono molto importanti per il Paese. È quindi auspicabile che il loro iter prosegua spedito. E’ l’opinione di Lorenzo Casini, professore ordinario di diritto amministrativo nella Scuola IMT Alti Studi di Lucca e Presidente dell’Istituto di ricerche sulla pubblica amministrazione (IRPA), che è stato audito in Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge sulla promozione e il sostegno della lettura nel nostro Paese. Secondo Casini, le azioni prioritarie da compiere sono: “Semplificare e potenziare gli strumenti di promozione, prendendo anche spunto da modelli virtuosi già esistenti” (come la Capitale italiana della cultura) e “rafforzare le misure di sostegno economico-finanziario, puntando sulla app18, sulle modifiche alla legge sul prezzo dei libri, sul potenziamento del Fondo per la promozione del libro e della lettura e sugli incentivi fiscali (soprattutto il tax credit librerie)”. 

Infatti, spiega il presidente dell’Irpa, tutti i dati confermano che “è necessario e urgente investire risorse sulla lettura e sul libro, anche per recuperare il ritardo italiano rispetto agli altri Paesi. Non è più rinviabile, per l’Italia, dotarsi di una legge all’altezza della nostra storia e del nostro patrimonio culturale, anche immateriale”. E in questo senso, la proposta di legge Piccoli Nardelli e le altre abbinate “rappresentano un segnale importante, innanzitutto di attenzione del Parlamento, con pressoché ogni parte politica rappresentata, di maggioranza e di opposizione, alla promozione e al sostegno del libro e della lettura”.

I dati mostrano un mercato importante, almeno in termini di fatturato se comparato con altri Paesi, ma con un numero basso di lettori e con forti disparità territoriali. Per certi versi, lo stato di salute del libro – che comunque vede una diversa condizione, più o meno critica, nelle differenti filiere – è migliore di quello della lettura. Costante è la crescita del settore digitale e dell’e-book, nonché delle vendite on-line, che, in termini di vendita, ha contribuito a mettere in difficoltà la grande distribuzione organizzata. 

MISURE IN VIGORE A FAVORE DEL LIBRO E DELLA LETTURA

Nel ricordare le recenti misure di sostegno al settore, Casini richiama l’istituzione, nel 2017, di due appositi fondi: il Fondo destinato alla promozione della lettura, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio librario, alla riorganizzazione e al miglioramento dell'efficienza dei sistemi bibliotecari, con dotazione di 1 milione di euro l’anno; il Fondo per la promozione del libro e della lettura, con dotazione annua pari a 4 milioni di euro (di cui 1 milione per le biblioteche scolastiche), gestito dal Centro per il libro e la lettura e ripartito annualmente secondo le modalità stabilite con apposito decreto interministeriale a guida Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac).

Ma le principali iniziative che l’Italia ha introdotto per il sostegno del settore, ricorda Casini, sono la Card di 500 euro per i diciottenni (c.d. app18) – che ha avuto un impatto molto più significativo della Carta docente – e il credito di imposta per le librerie (c.d. tax credit librerie). “Due storie di successo” per il sostegno del settore - le definisce Casini - che “è bene siano mantenute e, nel caso dell’incentivo fiscale, potenziate. Ove ciò non avvenga, l’impatto sul mercato dell’editoria sarà molto negativo”.

BONUS CULTURA

L’app18, infatti, ha determinato un impatto sul mercato dei libri “pari a circa il 5% dell’intero fatturato. Inoltre, è ragionevole ritenere che la quota dei libri scolastici venduti con l’app18 non sia inferiore a quella media complessiva, pari al 26%: di conseguenza, il contributo dello Stato alle famiglie per l’acquisto di libri d’adozione è stato pari ad almeno 35-40 milioni di euro l’anno (ma, verosimilmente, si tratta di cifre assai più elevate)”. L’app18, pertanto, “ha rappresentato un aiuto consistente sia al settore, sia alle famiglie”. 

In aggiunta, “il requisito dell’ottenimento dell’identità digitale (il c.d. SPID, introdotto con la riforma avviata con la legge n. 124 del 2015), richiesto per utilizzare l’app18, ha contribuito in modo decisivo a potenziare il tasso di digitalizzazione dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione”. 

TAX CREDIT

Il plafond complessivamente previsto per il tax credit librerie era di 4 milioni per il primo anno e di 5 milioni di euro a decorrere dal 2019. “La legge n. 145 del 2018 ha però incomprensibilmente previsto una riduzione della misura non inferiore a 1,25 milioni di euro annui a decorrere dal 2020. Tale scelta appare inspiegabile soprattutto alla luce dei dati relativi al primo anno di operatività dell’incentivo”. 

I dati Mibac evidenziano, infatti, che le istanze presentate sono state 1.196, per un totale di 1.746 punti vendita (di cui oltre il 60% di librerie indipendenti). Gli esercenti con un solo punto vendita sono stati 1.044. Circa il 60% degli esercenti che hanno presentato domanda hanno un fatturato non superiore a 300,000 euro annui. La distribuzione geografica vede una forte presenza al nord (Lombardia ed Emilia Romagna da sole contano il 25% dei punti vendita interessati; la Calabria non arriva al 2%). 

Rispetto a questo quadro, gli esercizi che hanno avuto accesso al tax credit sono 778, pari a circa il 65% dei richiedenti. Nello specifico, 23 esercenti hanno ricevuto il credito per l’intero ammontare richiesto, pari a complessivi 142mila euro, in quanto unici sul territorio comunale. Sono 755 invece gli esercenti appartenenti al primo scaglione di fatturato – quello inferiore ai 300.000 euro annui – derivante dalla vendita di libri, i quali hanno ricevuto, rispetto al credito richiesto di 6.178.600,00 euro, un totale di 3.858.000,00 euro.

I tre scaglioni di esercizi con fatturato annuo superiore ai 300mila euro annui (da 300mila a 600mila euro; da 600mila euro a 900milaeuro; sopra i 900mila euro) non hanno quindi avuto accesso al beneficio. La differenza tra importo totale richiesto e quello effettivamente erogato è di circa 6,5 milioni di euro. 

Come il Sindacato italiano librai e cartolibrai ha più volte ricordato, sottolinea Casini, “il tax credit è stato disegnato correttamente, anche grazie alla consultazione che il Ministero ha condotto con tutte le categorie interessate durante la stesura del decreto attuativo. Gli scaglioni di fatturato, per esempio, sono stati direttamente indicati dalle categorie. In più, la gestione del beneficio da parte della struttura competente, la Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Mibac, è stata particolarmente efficiente”. Risulta quindi evidente che “il mancato accesso al beneficio di tutti gli esercizi che hanno fatto domanda va risolto incrementando le risorse complessive, non riducendo l’entità dell’importo del credito spettante ai singoli esercenti. Il tax credit librerie nasce infatti per aiutare i piccoli esercizi e per favorire, con il tempo, la nascita di esercizi dove oggi non esistono”. 

LE MISURE DI SOSTEGNO ECONOMICO-FINANZIARIE

Le proposte di legge prevedono quattro principali misure di sostegno economico-finanziario al libro e alla lettura: la conferma dell’app18 o comunque l’introduzione di altre card per l’acquisto di libri; la riduzione dello sconto massimo ammissibile sul prezzo dei libri; il potenziamento dei fondi dedicati già esistenti; il rafforzamento del tax credit librerie.

App18 - Innanzitutto, spiega Casini, è importante stabilizzare il Bonus Cultura. “Si tratta di circa 290 milioni di euro l’anno, di parte corrente, a decorrere dal 2020. Ove ciò non accada, il settore subirà un calo vicino al 5% nelle vendite”.

Sconto sui libri - In merito alla riduzione dello sconto massimo ammesso per i libri, “è condivisibile la proposta di allineare la normativa italiana con quella francese, sia quanto all’entità dello sconto massimo consentito (che passerebbe dal 15% al 5%, come in Francia), sia quanto al limite imposto per le vendite a distanza (in particolare per Amazon, per cui lo sconto non sarebbe più cumulabile con la gratuità delle spese di spedizione)”.

Tuttavia, “è bene valutare alcuni elementi. Il primo elemento è che lo sconto, di per sé, non è chiaramente sufficiente a migliorare la situazione, soprattutto dei piccoli operatori. È decisivo accompagnare la misura con altri interventi e incentivi fiscali, come del resto le proposte di legge già prevedono”. 

Il secondo elemento è che, attualmente, la disciplina del prezzo dei libri “prevede un buon numero di deroghe che, a questo punto sarebbe bene ridurre o comunque rivedere. Si ricorda che in Germania non è ammesso alcuno sconto. Allo stesso tempo, andrebbe seriamente valutata la possibilità per alcuni grandi operatori di offrire con l’acquisto libri anche buoni per altre categorie di bene (c.d. cross merchandising)”. 

Il terzo elemento è che in Francia esistono diverse analisi che “già evidenziano i pro e i contro di queste misure, di cui è bene tenere conto: per esempio, Amazon ha prontamente reagito alla disposizione prevedendo un costo di 1 centesimo per le spese, aggirando così il divieto; allo stesso tempo, la misura ha prodotto un effetto positivo sugli editori e sulle librerie c.d. indipendenti”. 

Il quarto elemento, infine, attiene alla disciplina degli e-book. “Anche se si tratta di un mercato ancora contenuto, dopo l’equiparazione a fini fiscali ottenuta nel 2015 – uno dei rari casi in cui l’Italia ha guidato le politiche Ue – la disciplina del prezzo dei libri andrebbe applicata oramai anche agli e-book, come avviene in Francia.” 

I fondi - Sul potenziamento dei fondi già esistenti, operazione assolutamente necessaria e condivisibile, andrebbe valutata anche la possibilità di prevedere un unico fondo per la promozione del libro e della lettura, dove potrebbero confluire quelli già esistenti. Tale fondo, che dovrebbe restare presso il Mibac, potrebbe finanziarie tutte le misure previste dalla legge, ad eccezione dei tax credit (le cui risorse debbono restare su capitoli di bilancio Mef) e dell’app18, se rifinanziata. In tal caso, un importo ragionevole potrebbe essere di almeno 15-20 milioni di euro, di cui almeno 5 potrebbero essere impiegati per il Piano nazionale di azione.

Tax Credit - Infine, è senz’altro opportuno e utile potenziare il tax credit librerie, almeno raddoppiando il plafond annuale ed elevandolo a 8-10 milioni di euro annui. Ciò consentirebbe di soddisfare tutte le richieste dei diversi esercizi (con ragionevole previsione tutte quelle degli esercizi con fatturato annuo inferiore ai 600mila euro annui), favorendo altresì la creazione di nuovi esercizi nelle Regioni attualmente in difficoltà.

Altri incentivi fiscali - Da ultimo, al di là delle quattro misure sopra descritte, andrebbe valutata la possibilità di introdurre anche altri incentivi fiscali, destinati agli operatori delle diverse filiere del settore. Si tratterebbe, in sostanza, di agire in modo simile a quanto realizzato, per esempio, nel cinema, con la legge n. 220 del 2016, dove sono previsti incentivi per ogni segmento dell’attività.

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