Il governo faccia slittare di alcuni mesi la data dell’entrata in vigore del Registro Unico del Terzo Settore fissata attualmente al 2 agosto prossimo. Questo l’appello lanciato dal Tavolo permanente delle Federazioni bandistiche italiane nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati durante la quale è stata presentata una proposta di legge, sottoscritta da parlamentari di vari gruppi, per salvare le bande musicali dal rischio estinzione. 

“Entro il 2 agosto le associazioni, quindi anche le bande, devono decidere se far parte del Registro del Terzo Settore o restarne fuori. In un caso o nell’altro per noi sarebbe comunque un bagno di sangue perché i costi aumenterebbero del 40-50 per cento”, hanno spiegato Renzo Braus e Giorgio Zanolini, rispettivamente presidente e coordinatore nazionale del Tavolo permanente delle Federazioni bandistiche italiane. 

Le bande musicali hanno quindi rilanciato la loro storica proposta di essere equiparate alle associazioni sportive dilettantistiche, esentate dalla riforma del Terzo Settore, “in modo che gli sponsor a noi interessati possano fare delle detrazioni fiscali come se investissero nello sport”. In caso contrario, “le nostre scuole di musica chiuderebbero e nel giro di pochi anni, per mancanza di componenti, il 50 per cento delle bande morirebbe”.

L’appello è stato raccolto da Emanuela Rossini, deputata trentina del Misto-Minoranze Linguistiche, prima firmataria di una proposta di legge incentrata su tre punti cardine: l’istituzione di un Registro nazionale delle bande musicali presso l’Agenzia delle Entrate; l’applicazione, alle bande musicali iscritte al Registro nazionale, delle disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche; benefici fiscali alle famiglie per le spese di frequenza a corsi di formazione dilettantistica musicale e per l’acquisto di strumenti musicali.

Oltre a quella della Rossini, la proposta di legge vede apposte le firme dei deputati Gebhard, Plangger, Schullian (Minoranze linguistiche), Benedetti, Caiata, Cecconi, Sgarbi, Tasso, Tondo (Misto), Ascani, Ciampi, Berlinghieri, Bruno Bossio, Andrea Rossi (Pd), De Giorgi, Ianaro (M5S), Occhionero (Leu), Pettarin, Ruffino, Vietina (FI).

“Chiediamo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, di rendere meno vincolante la data del 2 agosto”, ha dichiarato Rossini che ha sottolineato: “In questa maniera avremmo tempo per portare avanti e far approvare la proposta di legge per intero. O comunque estrapolarne i punti principali e trasformarli in emendamenti al decreto Crescita o alla legge di Bilancio di fine anno. Insomma, senza la spada di Damocle del 2 agosto si può ragionare e intervenire. L’importante è far slittare quella data e poi muoversi per impedire la scomparsa delle bande musicali”. Rimarca Rossini: “La trasversalità politica della proposta di legge testimonia quanto le bande musicali siano un patrimonio comune e rivestano un ruolo socio-culturale di fondamentale importanza in tutti i territori”.

All’iniziativa ha dato la propria adesione anche la deputata Rosa Maria Di Giorgi (Pd) che, intervenuta alla conferenza stampa, ha ricordato la sua battaglia a favore delle detrazioni per le famiglie che hanno figli che svolgono attività culturali, come già avviene per le attività sportive. “Una norma che non è mai riuscita a essere approvata, qualsiasi fosse il colore del governo in carica – ha detto l’esponente dem -. Il Tesoro obietta che è difficile quantificare sia il numero dei soggetti che potrebbe riguardare, sia la somma degli introiti mancanti che accuserebbe lo Stato”.

 

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