“Con il ministro Bonisoli ci confronteremo per pensare a nuove misure di sostegno, in modo da non abbandonare le Fondazioni lirico-sinfoniche nel momento in cui hanno preso uno slancio positivo almeno nella gestione”. Lo dice, intervistato da AgCult, l’avvocato Gianluca Sole riconfermato nei giorni scorsi, da un decreto interministeriale del Mibac e del Mef, commissario straordinario del Governo per il risanamento delle gestioni e il rilancio delle attività delle Fondazioni lirico-sinfoniche (leggi). 

L’incarico terminerà il 31 dicembre 2020 e Sole si occuperà delle nove Fondazioni, sulle quattordici in totale del panorama italiano, che hanno accesso ai Piani di risanamento stabiliti dalla Legge Bray del 2013: Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, Teatro Massimo di Palermo, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova e Arena di Verona.

“Ho appreso con grande soddisfazione della riconferma – dichiara Sole -. E’ un onore ricoprire questo ruolo gravoso e pesante, perché il settore richiede notevole impegno e attenzione per le difficoltà che attraversa. Fa piacere soprattutto il fatto che, pur se nominato la prima volta sotto un altro governo, sia stato ora riconfermato da quello attuale: segno che il mio lavoro è stato apprezzato”. 

I DEBITI

“Il dato centrale è mantenere la barra dritta sulla gestione delle Fondazioni – spiega Sole -. Fortunatamente negli ultimi tre anni tutte le nove Fondazioni sottoposte alla legge Bray hanno chiuso con un piccolo utile di esercizio economico. Per quello finanziario e patrimoniale, invece, bisogna ancora stare sul pezzo”. Un obiettivo importante realizzato “è stato quello con la legge Bray di consolidare il debito e trasformarlo in un debito di lungo periodo. Quasi il 50 per cento di questo debito, infatti, ha un piano di rientro di 30 anni ed è quindi più sostenibile da un punto di vista finanziario”. 

Inoltre, prosegue il commissario straordinario, “le Fondazioni hanno fatto degli accordi con l’Agenzia delle Entrate riguardo i debiti tributari, anche in questo caso con rientri pluriennali. Ovviamente resta ancora del percorso da fare sul debito commerciale, quello cioè a breve, per cui l’auspicio è un intervento dei soci disposti a rifinanziare le Fondazioni con delle contribuzioni”.

IL NUOVO FONDO DI 12,5 MILIONI

Con l’ultima legge di Bilancio, il ministro Bonisoli ha stanziato un ulteriore fondo di 12,5 milioni di euro extra Fus per le Fondazioni, che va a sostenere i piani di rientro dal debito esistente. “E’ un aiuto importante – commenta Sole -. L’obiettivo è andare a coprire quella parte di debito che a oggi non è oggetto di altre misure e non è stata trasformata in debito di lungo periodo”. 

I PIANI DI RISANAMENTO

La legge di Bilancio del dicembre 2017 ha stabilito come obiettivo delle Fondazioni quello di arrivare a un equilibrio economico della gestione e a un tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario, entro la fine del 2019. L’esercizio 2019 verrà verificato e approvato nella tarda primavera del 2020. Questo spiega perché le funzioni e l’attività di monitoraggio del commissario straordinario siano state estese fino al 31 dicembre 2020.

“L’obiettivo – afferma Sole - è quello di consolidare i risultati che sono stati conseguiti sul piano della gestione, cioè la tenuta di un equilibrio economico sostanziale, ancorché per alcune Fondazioni non è un dato strutturale e quindi va consolidato”. 

Da tre anni, osserva il commissario straordinario, “abbiamo il consolidamento di un equilibrio economico almeno della gestione, cioè non abbiamo Fondazioni che abbiano chiuso con una perdita di esercizio. Questo è fondamentale perché non ricominci una ripresa del trend del debito. Adesso ci si deve concentrare sull’azione di ristrutturazione e riduzione del debito, che è il vero problema delle Fondazioni”. 

I RICAVI

Come fare per aumentare i ricavi delle Fondazioni? “Visto che nessuno ha la bacchetta magica – risponde Sole -, bisogna innanzitutto continuare a lavorare sulla gestione. Poi è fondamentale che vengano attivati i ricavi di natura commerciale, quelli cioè generati dalla fidelizzazione del pubblico. Per cui bisogna valorizzare anche gli investimenti piccoli, quelli che portano nuovo pubblico”. 

Ad esempio, rileva il commissario straordinario, “mettersi in contatto con i giovani attraverso le nuove tecnologie, investire maggiormente sui siti delle Fondazioni, trovare format e combinazioni di spettacoli tra i programmi delle varie Fondazioni che generino un ‘contagio’ positivo tra l’una e l’altra e avvicinino un nuovo pubblico alle attività culturali, siano queste il balletto, la lirica o la sinfonica”.

I PRIVATI

In questo lavoro di risanamento, sostiene Sole, “è cruciale coinvolgere il privato veramente privato. Perché spesso, quando si parla di privato, ci si riferisce a quello in qualche modo legato alle istituzioni locali. Andrebbero coinvolte, invece, quelle realtà private imprenditoriali che possono avere un ritorno di visibilità, che abbiano cioè la voglia di associare il proprio marchio alla Fondazioni, alla loro storia e al loro territorio”. 

Per fare questo, afferma il commissario straordinario, “c’è bisogno di strumenti più snelli che facilitino l’ingresso dei privati e delle imprese. Le Fondazioni, dal canto loro, dovranno continuare a migliorare la programmazione e ad avere più pubblico, perché è ovvio che un teatro vuoto non invita certo il privato, che ragiona in maniera imprenditoriale, ad avvicinarsi e a sostenere una Fondazione”. 

GLI ENTI LOCALI

Altrettanto importante, sottolinea Sole, “è la forte attenzione verso il territorio a cui devono mirare i soci delle Fondazioni, gli enti locali, coloro che devono mettere in risalto le eccellenze culturali delle loro aree. Le Fondazioni devono diventare un patrimonio nazionale e internazionale, devono fare rete tra loro e stimolare effetti sul turismo”. Chiaramente “alcune sono in posizione di vantaggio rispetto ad altre grazie al loro tessuto economico. In territori dove il privato è più debole bisognerà fare affidamento ancora maggiore sugli enti locali”. 

LA GOVERNANCE

Quello del ripensamento della governance delle Fondazioni, “è un tema centrale sul quale con il ministro Bonisoli stiamo lavorando”, rimarca Sole. “Quando parlo di ripensamento mi riferisco anche all’approccio di chi è chiamato a gestirle, che deve essere più marcatamente imprenditoriale. Deve rendersi conto che anche la gestione organizzativa delle Fondazioni è un elemento importante, al pari di una produzione di qualità dal punto di vista artistico-culturale. Bisogna pensare alla gestione delle Fondazioni lirico-sinfoniche tenendo a mente che sono un patrimonio del nostro Paese. Chiunque intervenga nella loro cura deve avere una visione a lungo termine e non guardare a interessi di breve momento, come purtroppo è accaduto in alcuni casi che hanno finito per rallentare i percorsi di risanamento”. 

PROSSIMI PASSI

Riguardo i prossimi impegni, riferisce Sole, “a breve, entro metà maggio, avremo i dati finali relativi al 2018 che ci permetteranno di avere un aggiornamento sull’andamento delle Fondazioni e potremo tirare un’ulteriore linea”. Con il ministro Bonisoli, invece, “seguiteremo a incontrarci per approntare le misure che vogliamo realizzare. C’è grande attenzione per una tematica molto delicata che è quella relativa alle dotazioni organiche delle Fondazioni. Una questione – conclude il commissario straordinario – che il Mibac è impegnato a risolvere sul piano giuridico-legislativo”. 

 

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