Foto tratta dalla pagina Facebook della candidata a sindaco di Fano Marta Ruggeri

Il caso dell’Atleta di Lisippo “è all’interno di un più ampio discorso di diplomazia culturale. Il mio punto di partenza è la sentenza della Cassazione”. Così il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, intervenuto nel corso dell’incontro con la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle nel Comune di Fano, Marta Ruggeri. Al termine dell'incontro, il ministro Bonisoli ha ricevuto dalla candidata sindaca la riproduzione dell'Atleta di Fano come omaggio.

“Il Getty ha fatto ricorso, si andrà alla Corte europea e noi continueremo a dire esattamente le stesse cose. Se il Tribunale dà ragione al Getty è un altro film ma finché il Tribunale dice un’altra cosa noi andremo fino in fondo. Ci vorrà del tempo ma io non ho particolare fretta. Nel frattempo, ho cominciato a chiedere in giro per l’Italia chi aveva rapporti con il Getty e ai musei che non avevano rapporti attivi con il Getty ho detto che prima di averli mi devono informare. Non sto facendo barricate e muri e non è questo il punto. Il punto è avere enorme pazienza ed enorme determinazione”.

OPERE TRAFUGATE E DIPLOMAZIA CULTURALE

Il discorso sull’Atleta di Lisippo porta con sé il tema della diplomazia culturale su diversi fronti. “Il discorso che sto facendo lo faccio sul Lisippo – ha proseguito il titolare del Collegio Romano - e lo faccio su altre cose che hanno in mano altri musei, privati che stanno all’estero e così via. E qualche risultato cominciamo a vederlo. A febbraio sono andato a Londra dove una nota casa d’arte ha restituito 12 pezzi artistici al Governo italiano comprati in buona fede da alcuni loro clienti. Accortisi che erano reperti che erano stati rubati, hanno restituito i soldi ai clienti e le opere e a noi”. 

“È inutile nascondercelo. Il nostro Paese ha vissuto un periodo di completa anarchia nella gestione dei beni culturali, avevamo altre priorità negli anni ‘70. Non mi illudo di riprenderci tutto ma non è il passato che mi interessa, a me interessa il futuro. L’obiettivo finale che abbiamo è ammazzare il mercato dell’arte illegale”. 

“Se giochiamo con questa reputazione, vi assicuro che la diplomazia culturale comincia a cambiare. E per dare il buon esempio abbiamo fatto delle restituzioni”. Il Ministro cita la restituzione di 594 dipinti ex voto al Governo messicano e di 796 pezzi di arte cinese. Al riguardo, ha tenuto a sottolineare che “i cinesi sono stati così colpiti da questo che il 23 aprile, a Pechino, apriranno una mostra al Museo Nazionale dove faranno vedere questi 796 pezzi restituiti perché è la prima volta che un paese glieli restituisce. Noi dobbiamo prendere la leadership della diplomazia culturale per lavorare in modo che un domani casi come il Lisippo saranno semplicemente impossibili”.

L’EFFETTO ECONOMICO DELLE POLITICHE CULTURALI 

Riguardo all’effetto economico delle scelte in tema di politiche culturali, “il patrimonio culturale – ha asserito il ministro Bonisoli - per me è il punto di partenza perché in Italia, e in questo siamo molto fortunati, abbiamo un immenso patrimonio. Ci sono situazioni in cui il patrimonio culturale è già attivo e situazioni in cui è dormiente”. 

“A volte si confondono i piani e si pensa che la cultura sia qualcosa per pochi esperti, storici dell’arte che litigano tra loro ma non è solo questo.  Per una città come Fano, il patrimonio culturale non ancora sufficientemente sviluppato è come essere seduti su un grande giacimento. Quello che mi aspetterei da un’amministrazione con una visione sarebbe lavorare per valorizzare questo giacimento. Ci sono vari modi per farlo, e qui entriamo nel campo delle scelte, tra cui la valorizzazione di tipo pubblico. Ho lavorato tutta la mia vita nel settore privato ma quello che voglio, e lo prendo come impegno in qualità di funzionario pubblico, è che prima di coinvolgere il privato, si faccia un tentativo a livello pubblico. Ho un’altissima considerazione del ruolo che deve avere nel nostro Paese”. 

In questo contesto “servono risorse, decisioni e serve anche un altro tipo di approccio. Non ci sono le risorse per tutti ma le troveremo, anche se dovessimo considerare forme di partenariato pubblico-privato”. L’importante, ha sottolineato Bonisoli, “è che ci sia una regia pubblica perché è il Comune che deve decidere che tipo di turisti, quando, come e per quali iniziative vengono a Fano”.

Il rischio è che attività di tipo culturale messe in campo dal privato “rischiano il mordi e fuggi mentre il tentativo è di fare qualcosa di diverso e per una più lunga durata, di destagionalizzare il turismo – e la ragione per cui non siamo riusciti a farlo è che abbiamo lasciato questo settore colpevolmente a livello regionale - visto che abbiamo delle stagioni turistiche troppo corte. Stiamo parlando di lavoro, economia e di dare un obiettivo, una chance e una strategia al territorio”.

 

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