Le biblioteche siano escluse dalle norme sul tetto massimo per gli sconti sui libri, in particolare per quanto riguarda le edizioni digitali. Bene il Patto nazionale per la lettura. Riconoscere poi alle biblioteche che funzionano un ruolo di convergenza nelle politiche di open access in ambito europeo e nazionale. Infine per i bandi e per i premi nel settore, tenere conto dei livelli uniformi di funzionamento delle istituzioni bibliotecarie. Lo ha detto Rosa Maiello, presidente Associazione italiana biblioteche (AIB), nel corso della sua audizione alla Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame delle proposte di legge per la promozione e il sostegno della lettura in discussione nella VII Commissione di Montecitorio. L’associazione italiana biblioteche è stata fondata nel 1930 e raccoglie oltre tremila tra bibliotecari e istituzioni bibliotecarie in Italia. 

LE PROPOSTE DI LEGGE SULLA LETTURA

All’esame della Commissione c’è la proposta di legge di Flavia Piccoli Nardelli (Pd) sulla lettura, la prima depositata che prende spunto da un provvedimento analogo che si era arenato durante l’iter nella passata legislatura. Abbinate alla proposta Piccoli Nardelli ce ne sono altre quattro: una di Paola Frassinetti (FdI), un’altra di Luigi Casciello (FI), quella di Daniele Belotti (Lega) e quella di Federico Mollicone (FdI). Relatrice del provvedimento è la capogruppo M5S in commissione, Alessandra Carbonaro.

Maiello, nel riconoscere l’importanza di questa iniziativa legislativa perché finalmente “fornisce indirizzi a un settore in una nazione ricca di biblioteche ma povera di disposizioni cornice”, si è soffermata su alcuni aspetti in particolare.

IL PIANO NAZIONALE PER LA LETTURA

Nella proposta di legge Piccoli Nardelli, ha spiegato la presidente AIB, “apprezzo particolarmente il Piano nazionale per la lettura intendendolo nell'ottica di valorizzazione culturale in un senso molto contemporaneo e dinamico: promuovere la lettura significa infattipromuovere la cittadinanza attiva, promuovere l’apprendimento delle fonti di conoscenza ma prima ancora la capacità di muoversi al loro interno. Questi servizi possono essere offerti dalle biblioteche pubbliche”.

Sul Piano nazionale per la lettura andrebbe poi “posta maggiore enfasi sulle attività di cooperazione con gli enti locali e in generale quelle dal basso perché deve essere un piano partecipato che sia sentito come proprio dalle comunità”.

“E’ giusto che il Cepell sia la struttura di riferimento per il Piano nazionale. Ed è molto importante che il Centro, come del resto mi pare stia facendo in collaborazione con l’Istat, raccolga dati sull'impatto che hanno avuto determinate iniziative. Nell'ambito di queste finalità di valorizzazione andrebbe fatto riferimento a un decreto ministeriale in corso di emanazione sui livelli uniformi di valorizzazione, fatto molto bene. Questo decreto stabilisce requisiti minimi di funzionamento delle biblioteche, norma richiesta dal Codice dei beni culturali, ma affronta anche bene le misure per la promozione della lettura stabilendo i requisiti uniformi e minimi e gli obiettivi di miglioramento”.

DIGITALE

L'Unione Europea, ha poi ricordato Maiello, “sta lavorando molto per l'apertura dei contenuti delle Pubbliche Amministrazioni, l’informazione del settore pubblico in generale e per la scienza aperta e al suo interno, quindi, anche delle biblioteche. Abbiamo l’ambizione di ritenere che, quando funzionano, le biblioteche possano essere il luogo di convergenza tra questi tre mondi”.

Questa norma, prevista al comma 4, “meriterebbe di essere introdotta da un principio della più ampia apertura possibile a fronte della quale le restrizioni possono rappresentare un’eccezione dovuta al fatto che solo con quel modo che si riesce a finanziare l’investimento sulla digitalizzazione”.

La vera valorizzazione di cui ci occupiamo, ha sottolineato la presidente AIB, “è quella di stimolare nuova conoscenza, quindi apprendimento e dall'altro produrre nuova conoscenza. Importante quindi sostenere queste finalità”.

SCONTI

L'Aib con la legge Levi ottenne di essere esonerata dalle norme relative al tetto massimo di sconto per l’acquisto di libri. Oggi, “un tetto massimo previsto dalle proposte in discussione non avrebbe grande impatto se non sugli acquisti corposi di quei pochi sistemi bibliotecari che spendono milioni di euro per i libri. Io lascerei fare al mercato”. Inoltre, prosegue Maiello, “mi preoccupa il tetto fisso alla vendita dei libri digitali. Nel mercato digitale le biblioteche ottengono delle proposte commerciali completamente diverse da quelle al consumer”. Per questo, “non inserirei le biblioteche e il digitale nei tetti fissi”. 

BANDI E PREMI

Sui patti locali infine richiama “ancora una volta i livelli uniformi di funzionamento delle biblioteche, perché è bene che anche i bandi che finanziano, i premi che si assegnano fino all’onorificenza massima della Città del libro siano dati tenendo conto di questi elementi”.

 

Articoli correlati