“Le librerie, soprattutto nei centri che stanno subendo una gentrification legata al turismo, non possono sopravvivere all'interno dei centri storici a causa dei costi impensabili. Come possiamo aiutare queste librerie? Dobbiamo pensare per esempio a degli sgravi, facciamo in modo che i comuni dicano alle librerie di non pagare la Tarsu”. Questo l’appello lanciato da Antonella Agnoli, consulente bibliotecaria ed ex assessore alla Cultura di Lecce, nel corso della sua audizione alla Commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame delle proposte di legge per la promozione e il sostegno della lettura in discussione nella VII Commissione di Montecitorio.

“All’interno della filiera – ha sottolineato - credo che bisogna considerare la biblioteca, la libreria e l’edicola, perché sono tutti e tre presìdi, e credo che un territorio sia molto più povero se non ha questi 3 presìdi, fondamentali per creare dei territori più sicuri e democratici”.

LE PROPOSTE DI LEGGE SULLA LETTURA

All’esame della Commissione c’è la proposta di legge di Flavia Piccoli Nardelli (Pd) sulla lettura, la prima depositata che prende spunto da un provvedimento analogo che si era arenato durante l’iter nella passata legislatura. Abbinate alla proposta Piccoli Nardelli ce ne sono altre quattro: una di Paola Frassinetti (FdI), un’altra di Luigi Casciello (FI), quella di Daniele Belotti (Lega) e quella di Federico Mollicone (FdI). Relatrice del provvedimento è la capogruppo M5S in commissione, Alessandra Carbonaro.

PROGETTARE INSIEME AI CITTADINI

La Agnoli passa quindi in rassegna alcuni punti della proposta di legge sulla lettura, a cominciare dalla promozione della frequentazione di biblioteche e librerie. “Il bene culturale – spiega - diventa tale solo quando la comunità lo riconosce come suo, e questo è fondamentale chiarirlo. Se la comunità non capisce che quella biblioteca è sua, non ci andrà. Per farla diventare parte della comunità, è necessario progettare insieme ai cittadini i luoghi dove poi andranno”.

Per quanto riguarda le ‘città del libro’ che devono avere almeno una biblioteca, la Agnoli aggiunge: “Noi dobbiamo ragionare su che tipo di biblioteche vogliamo. Le biblioteche italiane vanno dal 4 al 10 per cento di popolazione che le utilizza. Dove possiamo andare con biblioteche che hanno il 10 per cento di persone che le frequenta? Il problema oggi è cosa fare per renderle diverse".

TECNOLOGIA E RETI

“Vorrei che uscissimo dalla dimensione della rete come rete tecnologica. Comuni sempre più piccoli e competenze sempre più specifiche devono mettersi insieme sennò non fanno nulla. In Italia del Nord abbiamo dei sistemi, Lombardia in testa, ma nel resto d’Italia le reti non ci sono”. Sulle tecnologie, la Agnoli spiega: “Quante persone sanno usare un tablet e trovare i contenuti? Il problema non credo sia quello di aggiungere tecnologia, ma è quello della democrazia tecnologica. Quanti anziani sanno usare tutto questo?”.

 

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