Il finanziamento per il 2019 del Bonus Cultura viene tagliato di 100 milioni di euro. La misura è prevista nel Decreto Crescita, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 30 aprile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e trasmesso alle Camere. Il suo approdo nell’aula di Montecitorio per la conversione è previsto per la prima settimana di giugno. L’articolo 50 del provvedimento varato in questi giorni dal governo - quello relativo alle coperture finanziarie - prevede alla lettera h) una “riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 979, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”. Si tratta della norma che ha istituito nel 2016 la card elettronica da 500 euro riservata ai diciottenni per acquisti culturali: libri, cinema, musica, concerti, eventi culturali, musei, monumenti e teatri. Una misura che era stata finanziata dal governo precedente con 290 milioni di euro all’anno fino al 2019 e che l’ultima Legge di Bilancio aveva già ridotto a 240 milioni (destinando i 50 milioni di euro “guadagnati” ad altre iniziative in ambito culturale). Ora arriva il nuovo taglio che però non dà indicazioni su come la misura inciderà sull’assegnazione delle risorse ai diciottenni per l’anno in corso. A quanto apprende AgCult, si potrebbe tuttavia trattare di una norma 'temporanea' da recuperare entro il 2019.

ALCUNI NUMERI

Attraverso il Bonus Cultura, solo nel 2018 per i nati nel 1999, sono stati spesi oltre 192 milioni di euro, di cui 133 milioni in libri a fronte di una platea di 416 mila ragazzi registrati alla 18App. Un dato in crescita rispetto all’anno precedente quando erano stati spesi 162 milioni di euro a fronte di 356 mila diciottenni registrati.

Dal dicembre 2018 la Commissione Cultura del Senato ha avviato un'indagine conoscitiva sul Bonus Cultura sentendo i principali attori del settore culturale interessati dalla misura. La fine delle audizioni era prevista per la prossima settimana.

Leggi lo speciale di AgCult sulle audizioni in Commissione Cultura del Senato sul Bonus Cultura:

LE REAZIONI

LA PETIZIONE ONLINE - Appena è iniziata a circolare la notizia del taglio dei fondi, è stata lanciata una nuova petizione online rivolta al governo per impedirne l’applicazione. “Ci risiamo - si legge nella petizione su Change.org -. Il Governo Salvini-Di Maio taglia sui giovani e tra le voci decurtate per l'anno 2019 spicca il bonus cultura da 500€ 18App. Noi ragazzi ci aspettiamo un Governo che investa sulla nostra generazione, che spinga i giovani a conoscere il patrimonio artistico culturale che il nostro Paese ci offre; invece loro tagliano sul futuro. Ma un Paese senza cultura, è un Paese che si spegne, che si imbarbarisce, che si chiude in se stesso. Noi invece il futuro lo immaginiamo in un modo molto diverso, per questo ti chiediamo una mano: firma questa petizione e aiutaci a dire ad alta voce che #18Appnonsitocca!”.

MATTEO RENZI - Pronto anche il commento dell’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che aveva attivato la norma nel 2016: “Il 75% dei fondo del Bonus 18enni è stato speso per acquistare libri. Appena hanno sentito ‘acquisto libri’, Salvini e Di Maio hanno cancellato il finanziamento: viva l’ignoranza! Spero che chi è nato nel 2001-2002-2003 trovi la forza di farsi sentire”.

ROBERTO RAMPI - Il responsabile Cultura del Partito democratico, Roberto Rampi, si dice incredulo e, alla luce dell’indagine conoscitiva che la Commissione Cultura del Senato sta conducendo proprio sulla 18App, commenta: “Dopo una serie di stop and go questa maggioranza ha votato il mantenimento del bonus seppur rivisitato e spiegato anche al mondo intero il perché. Ora dopo 4 mesi da quel voto con un decreto si cancella tutto il ragionamento? Ma esiste una logica in questo modo di agire? Chiediamo subito al ministro Bonisoli e ai colleghi di maggioranza un chiarimento. È una correzione parlamentare. Non esiste crescita senza cultura”.

ANNA ASCANI -  La deputata Pd Anna Ascani ha subito commentato: “Hanno creato un buco di bilancio enorme per comprarsi qualche voto e ora che hanno bisogno di soldi tagliano su giovani e cultura, azzerando il bonus Renzi per i 18enni, che avevano promesso di lasciare. Incapaci e bugiardi”. 

FEDERICO MOLLICONE - Anche il capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Cultura, Federico Mollicone, interviene per stigmatizzare l'intervento del governo: "I consumi culturali in Italia sono ben al di sotto della media europea, in particolare fra i giovani, come indica Federculture. Il governo grilloleghista taglia un provvedimento chiave per incentivare la cultura proprio mentre la commissione Cultura sta dibattendo il progetto di legge sulla promozione della lettura, in un clima di collaborazione fra forze di maggioranza e d'opposizione, per raggiungere un importante obiettivo di politica pubblica sulla cultura. I libri, dicono i dati, rappresentano solo il 5% dei consumi ricreativi".

 

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