Nel futuro dell’Europa la cultura deve svolgere un ruolo di primo piano. Ne è convinto il network europeo Culture Action Europe che in vista del vertice informale sul futuro dell’Europa - che il 9 maggio riunirà a Sibiu (Romania) i Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea - scrive una lettera al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, chiedendogli “di includere la cultura come parte integrante del futuro dell’Europa”.

CULTURA E DEMOCRAZIA

“La cultura è il fondamento di chi siamo come esseri umani e della nostra vita collettiva - ribadisce il Cae nella lettera a Tusk -. Il futuro dell’Unione europea come progetto condiviso è difficile da immaginare senza il riconoscimento esplicito della sua dimensione culturale”. Secondo il network europeo, che rappresenta la voce di oltre 80mila attori culturali in tutta l’Unione, “un’Europa migliore ha bisogno di più cultura. Affermiamo che cultura e democrazia non sono indipendenti l’una dall’altra. Un progetto democratico europeo ha bisogno che la cultura produca uno spazio simbolico aperto, inclusivo, equo e diversificato”. L’appello che il Cae lancia nella lettera a Tusk è quello “di contrastare la strumentalizzazione della cultura da parte delle forze euroscettiche e rafforzare le azioni dell’UE che celebrano la diversità culturale”.

IL MANIFESTO CAE PER LE EUROPEE

Da mesi il Cae è impegnato in una campagna per le elezioni europee del 26 maggio: l’obiettivo è di incoraggiare eurodeputati e candidati a far valere le loro posizioni sulle questioni culturali e a promuovere più informazione tra i cittadini dell’UE affinché il voto sia consapevole. Il network ha promosso in tutti i Paesi dell’Unione un Manifesto per la cultura in occasione delle elezioni, chiedendo ai futuri candidati di sottoscriverlo impegnandosi a farsi portavoce delle richieste contenute. In Italia il Manifesto è stato presentato ad aprile alla Camera: “La nostra intenzione - disse in quell’occasione Cristina Da Milano, vicepresidente di Culture Action Europe - è di contattare tutti i candidati alle prossime elezioni, chiedere loro di sottoscrivere il manifesto, in modo da assicurarci anche un impegno da parte loro se verranno eletti per portare avanti queste battaglie in Parlamento”.

 

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