Intervenire sul tema della promozione della lettura è cruciale per il Paese. E’ per questo che “appare assolutamente condivisibile l’ipotesi in esame di un intervento legislativo statale nel settore della promozione del libro e della lettura”. Lo ha detto Enzo Bianco, presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), intervenendo in audizione nell’ambito dell’esame della proposta di legge “Disposizioni per la promozione e sostegno alla lettura”. Sarebbe opportuno, ha sottolineato Bianco (accompagnato in audizione dal responsabile Cultura dell’Anci, Vincenzo Santoro) “concentrare le azioni sulle questioni più critiche, a partire dal rafforzamento del sistema bibliotecario di base, l’infrastruttura culturale senza la quale è difficile immaginare effetti positivi sul medio-lungo periodo”. Altra questione cruciale, per l’Anci, riguarda “il lavoro da fare con i bambini, non solo a livello scolastico. Inoltre, specie se le risorse disponibili sono scarse rispetto al notevole fabbisogno, sarebbe probabilmente più opportuno concentrare gli interventi nelle aree che, per tassi di lettura e per stato delle biblioteche, presentano maggiori difficoltà”.

Ma ancora, per l’Anci è importante sostenere - anche con maggiori risorse - il progetto ‘la Città che legge’, il Centro per il libro e la lettura e le biblioteche scolastiche. Inoltre, sarebbe necessario prevedere l’estensione dell’Art Bonus anche ai progetti di promozione della lettura presentati da amministrazioni pubbliche e l’esclusione delle biblioteche di pubblica lettura dalle norme relative al tetto massimo di sconto sui libri. 

LA LETTURA IN ITALIA

Per i Comuni italiani, intervenire sul tema dell’accesso alla lettura, e più in generale alla cultura, è “una questione decisiva per la qualità stessa della democrazia”. Nota l’Anci come la situazione di partenza sia tuttavia “abbastanza critica. Come è noto, l’Italia presenta un significativo e preoccupante ritardo, rispetto ai Paesi a noi comparabili, riguardo all’abitudine alla lettura di libri (o dispositivi paragonabili)”. I dati di riferimento per il settore, rilevati dall’Istat con l’indagine sulla Produzione e la lettura dei libri in Italia, contengono, in estrema sintesi, le seguenti indicazioni:

  • in Italia si legge poco e sempre meno;
  • la flessione interessa in modo particolare i più giovani;
  • il livello di istruzione continua ad essere un elemento fortemente discriminante nell’abitudine alla lettura, radicata soprattutto fra le persone con un titolo di studio più elevato. La propensione alla lettura è fortemente condizionata anche dall’ambiente familiare e nel caso dei bambini e dei ragazzi è certamente favorita dalla presenza di genitori che hanno l’abitudine di leggere libri;
  • la scarsa propensione alla lettura è inoltre evidentemente correlata anche alla difficoltà di accesso al resto dell’offerta culturale;
  • nel nostro Paese persistono fortissimi squilibri territoriali, anche questi in ulteriore aggravamento;
  • infine, la tipologia comunale è un ulteriore elemento discriminante: la lettura risulta molto più diffusa nelle aree metropolitane, dove coinvolge poco meno della metà degli abitanti, mentre la quota scende a circa il 35% nei Comuni con meno di duemila abitanti.

DEBOLEZZE INFRASTRUTTURALI

Per l’Anci esiste “una connessione forte fra la debolezza delle infrastrutture culturali e i bassi livelli di lettura. Da qui la necessità di mettere in campo una politica nazionale che rafforzi e rilanci le infrastrutture culturali – e in particolare le biblioteche di pubblica lettura, senza le quali è difficile immaginare interventi capaci di produrre effetti significativi sul medio-lungo periodo – e le reti di operatori del settore (editori, librai, associazioni, organizzatori di festival eccetera)”.

LE BIBLIOTECHE

Per quanto riguarda la rete delle biblioteche, “occorrerebbe prevedere un piano di interventi per l’ammodernamento delle strutture (magari coinvolgendo anche l’Istituto per il Credito Sportivo), e una qualche forma di sostegno alla gestione, privilegiando le reti integrate di area vasta. Inoltre, sarebbe auspicabile – in riferimento specifico al settore delle biblioteche e più in generale culturale – un intervento volto al superamento dei vincoli sul turn-over del personale, che sta provocando una grave perdita di preziose e insostituibili competenze professionali”.

LA CITTA’ CHE LEGGE

Alla fine del 2017 abbiamo avuto un primo parziale ma significativo segnale nella giusta direzione, con l’istituzione, prevista dalla legge di stabilità 2018, di un Fondo nazionale per la promozione della lettura, che consiste in 4 milioni l’anno, di cui uno da destinare alle scuole, incaricando il Centro per il libro del Mibac di attuarlo. Per una parte degli interventi, quelli rivolti in particolare ai Comuni (e alle biblioteche comunali), il Cepell si è avvalso della collaborazione di Anci, producendo il progetto “Città che legge” (che è anche citato dal PdL in esame, anche se viene chiamato “Città del libro”). L’obiettivo dell’iniziativa è quello di valorizzare e sostenere il lavoro che le amministrazioni comunali svolgono per favorire la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.

Ricapitolando le misure messe in campo all’interno del progetto ‘La Città che legge’, l’Anci sottolinea come si tratti di “una iniziativa importante, che è stata in grado, nonostante l’insufficienza delle risorse a disposizione, di attivare e rafforzare le reti locali che favoriscono la lettura. Per cui accogliamo con grande favore il fatto che una parte importante del PdL in esame si occupi proprio della stabilizzazione e del rafforzamento di questa iniziativa, nell’ambito della quale sarebbe molto importante avere maggiori risorse per consentire il sostegno ad un numero maggiore di progetti”.

LE PROPOSTE SPECIFICHE

PIANO D’AZIONE NAZIONALE - Passando all’esame di proposte specifiche di cui tenere conto nella proposta di legge Piccoli Nardelli, i Comuni italiani segnalano come “molto importante che il Piano d’Azione Nazionale prevedesse anche interventi a favore delle biblioteche di pubblica lettura”. Per l’Anci, “andrebbe inoltre prevista anche una linea di intervento a livello di investimenti per la realizzazione di nuove strutture bibliotecarie e la ristrutturazione e l’ampliamento di quelle esistenti. I Comuni propongono inoltre di introdurre una finalità aggiuntiva: g) attivare specifici interventi rivolti alle aree del Paese dove i tassi di lettura sono minori (in particolare Sud, aree interne montane, piccoli Comuni);

IL CEPELL - Alla luce dell’esperienza attuale, l’Anci segnala due criticità. “Da una parte, senza una dotazione economica sufficiente sarà molto difficile mettere in campo delle azioni realmente efficaci, per cui occorrerà prevedere risorse certe e possibilmente anche relative ad una programmazione pluriennale. Dall’altra il Centro andrà dotato del personale necessario a svolgere la azioni che vengono richieste, con profili di competenza adeguati alla loro complessità”.

BIBLIOTECHE SCOLASTICHE - Nella consapevolezza dell’importanza di mettere a sistema un’azione che preveda nelle scuole di ogni ordine e grado la presenza di un docente e di un altro impiegato amministrativo, tecnico o ausiliario in possesso di idonee competenze, l’Anci ritiene “auspicabile, pur non essendo di stretta competenza comunale, che la scuola primaria possa mantenere nelle classi, dove vivono quotidianamente i bambini, gli spazi di lettura che consentano la capacità di gestire e fruire autonomamente di un testo. Una risorsa che andrebbe sostenuta e incoraggiata in un’ottica di stimolo alla lettura e di opportunità di incontro tra libri e bambini. A tal proposito vanno considerate anche le buone pratiche realizzate in diverse scuole dove la dotazione libraria nelle classi si è accresciuta anche grazie alla partecipazione e alle donazioni delle famiglie e degli enti locali”.

ART BONUS - L’Anci propone di prevedere “l’estensione delle agevolazioni dell’Art Bonus (65% di credito di imposta per la somma donata) anche per progetti di promozione della lettura presentati da amministrazioni pubbliche”.

SCONTI - L’Anci infine chiede che “dai vincoli riguardanti le percentuali massime di sconto sulla vendita di libri vadano del tutto escluse le biblioteche di pubblica lettura”.

 

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