Gli artisti di tutta Europa uniscono le forze e in vista delle elezioni europee del 26 maggio lanciano la campagna #LEuropaebella. L’Ue ha bisogno di cultura e creatività, è in sintesi il messaggio della campagna che chiede agli artisti di creare un breve video (e diffonderlo online con l'hashtag #LEuropaebella) per esprimere il proprio sostegno a un’Europa democratica. La campagna vuole mobilitare il mondo della cultura: a sostenerla, il Comitato economico e sociale europeo (Cese), che rappresenta la voce della società civile europea. In prima linea Luca Jahier, alla guida del Cese da poco più di un anno: “Ho deciso di sostenere la campagna guidata dagli artisti #LEuropaebella per riaccendere l'amore verso un'Europa unita, più democratica, più inclusiva, più ecologica, più accogliente, più dinamica, più consapevole dei suoi punti di forza, della sua creatività e della sua ricchezza culturale”, afferma Jahier, che ha inserito la cultura tra le priorità della sua presidenza.

LA CULTURA? “ASSENTE DAL DIBATTITO POLITICO”

“Mentre ci avviciniamo alle elezioni europee e la retorica politica si fa più tossica, è giunto il momento di ripristinare il vero significato dell'Unione europea per evitare che essa diventi ancora una volta il capro espiatorio dell'incapacità dei paesi di affrontare le trasformazioni del XXI secolo”, prosegue il presidente del Cese. E nonostante l’Europa sia “un luogo caratterizzato da una straordinaria ricchezza e vivacità culturale e artistica, nonché da un inestimabile patrimonio culturale e da una grande diversità linguistica”, è “sorprendente – riflette Jahier - come la cultura sia stata assente dal dibattito politico dominante”. Dai cambiamenti climatici alla rivoluzione digitale: secondo il presidente del Cese “molte delle sfide che abbiamo di fronte oggi possono essere affrontate in maniera costruttiva solo mettendo la cultura al centro di tutto”.

INSIEME PER UN’EUROPA CREATIVA

E “anche se non siamo soddisfatti di come l'Unione europea funziona oggi, siamo convinti che le tendenze populiste, estremiste e nazionaliste, che rischiano di uscire rafforzate da queste elezioni ormai imminenti, non siano la giusta via da seguire – sottolinea Jahier -. Al contrario, questi sviluppi creeranno tensioni, conflitti e regressione, e porteranno l'Europa alla stagnazione piuttosto che renderla più dinamica”. Ecco quindi che “insieme possiamo dare impulso a un'Europa creativa, aperta e democratica”: l’invito “a tutti i cittadini europei” è quello di “andare a votare e a difendere i valori fondamentali europei che fanno dell'Europa un luogo di cultura aperta: di libertà, pace e democrazia”.

CULTURA E DEMOCRAZIA

“Come nel Rinascimento, dobbiamo dare ai cittadini la possibilità di diventare protagonisti della loro vita, di ritrovare un senso di controllo sulle loro azioni, con la cultura e le arti a guidare la creatività e a fungere da catalizzatori del cambiamento”, prosegue il presidente del Cese sottolineando che “la cultura e le pratiche culturali hanno una correlazione positiva con la democrazia perché consentono uno spostamento di prospettiva, un impegno attivo e l'emancipazione”. Ma non solo: “Sappiamo che la cultura e le arti rafforzano la coesione di una comunità, promuovono società inclusive e assicurano lo scambio interculturale. Ci permettono di considerare la differenza come una risorsa e di trarre vantaggio dal suo potenziale positivo, promuovono la critica costruttiva e la riflessione aperta”. La cultura e le arti, inoltre, “ci toccano su un piano profondamente emotivo che va oltre la comprensione razionale. Le emozioni sono importanti, anche nella politica e nella governance, non dimentichiamolo”.

MIGRAZIONE PARTE DEL PATRIMONIO CULTURALE

E anche la migrazione, che infiamma il dibattito politico, “fa parte del nostro patrimonio culturale e dovrebbe essere un elemento integrante delle nostre riflessioni attorno a un'interpretazione aperta, inclusiva e fluida della nostra storia – afferma ancora il presidente del Cese -. Qualsiasi politico che sostenga che i profughi e i migranti devono essere tenuti fuori dall'Europa, nella chiara negazione dei principi di solidarietà e dei diritti umani che sono la forza dell'UE, ha bisogno di una lezione di storia. Garantire una comprensione aperta e critica del nostro passato ci aiuta a costruire il nostro presente e il nostro futuro”. L’Europa, ribadisce Jahier, è sempre stata una realtà eterogenea, creata dai movimenti migratori, sia all'interno del continente, sia attraverso l'emigrazione e l'immigrazione”.

L’AIUTO DEGLI ARTISTI CONTRO L’ISOLAZIONISMO

Jahier ribadisce infine il suo impegno per combattere “i movimenti isolazionisti e nazionalisti” che “abusano spesso dei concetti di cultura e identità, utilizzandoli in un senso ristretto e statico e sfruttando la loro forza emotiva. Dobbiamo fare in modo che queste tendenze antidemocratiche non guadagnino terreno; dobbiamo vincerle attraverso un maggiore senso di appartenenza e di responsabilizzazione, attraverso una comprensione diversa e aperta di ciò che ci accomuna, con l'aiuto degli artisti”.

LA CAMPAGNA

#LEuropaebella parte dalla consapevolezza che arte e creatività possano “contrastare le tendenze populiste e xenofobe”, si legge nel messaggio della campagna. Musicisti, direttori artistici, registi: in tanti hanno già aderito alla campagna condividendo il proprio video con l'hashtag #LEuropaebella. Tra i nomi ci sono Yannis Kokkos, scenografo e regista; Bernard Foccroulle, organista, compositore e direttore d'orchestra; Andreas Homoki, direttore artistico. Molti gli italiani: Patrizia Ciofi, soprano; Roberto De Candia, baritono; Speranza Scappucci, direttrice d'orchestra e pianista italiana; Francesco Lanzillotta, direttore musicale; Stefano Vizioli, regista teatrale e direttore artistico; Rinaldo Alessandrini, clavicembalista e direttore d'orchestra. L’appello – comune a tutti – è chiaro: l’Europa diventi sempre di più una casa comune.

 

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