Questo di quest’anno, “sarà il Salone della rinascita, il Salone di una nuova fase. Il primo Salone di una nuova fase che supera le difficoltà dello scorso anno in cui si parlava di fallimento e di polemiche tra Milano e Torino”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, inaugurando la 32esima edizione del Salone internazionale del libro di Torino, in programma nel capoluogo piemontese fino al 13 maggio. 

L’italia, ha aggiunto il ministro, “si merita di avere un Salone del libro livello nazionale che sia il punto di riferimento dell’intera industria editoriale italiana e che si possa confrontare con le migliori esperienze internazionali come la Buchmesse di Francoforte o le Salon du livre di Parigi”.

Il Salone, ha aggiunto Bonisoli, ha “un ruolo fondamentale e unico nella promozione della lettura”, è il luogo dove “si confronta la domanda e l’offerta, dove anche i piccoli editori possono far vedere la propria produzione editoriale e dove i lettori si possono incuriosire, possono entrare in contatto con editori e autori raggiungendo un’offerta editoriale che non sempre possono trovare in una libreria”. 

La lettura, ha sottolineato il ministro, “è il più potente strumento per creare una fame di cultura: chi legge di più è probabile che frequenti di più un museo, che vada a teatro, che vada al cinema. Dobbiamo dare la massima attenzione ai libri all’industria editoriale e ai libri”. 

I libri, infatti, permettono “la libera circolazione delle idee, difendono la diversità culturale. E’ così che si creano le basi per permettere alle persone di formarsi una coscienza, uno spirito critico e una mente aperta a capire ciò che è contemporaneo, ciò che è diverso ed eventualmente ciò che è lontano dalla nostra esperienza”. Un altro strumento a disposizione di questo Salone, ha sottolineato Bonisoli in conclusione del suo saluto, “sono i dibattiti e gli incontri, occasioni uniche di scambio di idee che arricchiscono un sano confronto tra le persone”.

 

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